ariadipoesia

Angela





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Crollo degli ideali
Aria di poesia
Guarda
Pensieri rapiti
Il sabba
Ricordando le torri
Trono regale
Vecchio
Schermi d'anima
Gli occhi dell'amore
Sulle ali del silenzio
Le corde dell'anima


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Crollo degli ideali

Sono caduti
gli idoli
e gli altari
appaiono
spogli.
ora
l'uomo
m'appare
come
nella sua natura.
Stanco.

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Aria di poesia

Ecco che le parole,
libere d'errare
prendono forma
e come foglie rare
sui vetri arrampicate
fissano
nello scorrere
del tempo
pensieri
ansie tormenti
amori affanni.


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Guarda

Guarda
come scivola leggera
come aria di poesia
che schiude ai cuori
la sua corolla
espande
il suo profumo
invade ogni baia
ogni anfratto
sorride
al pallido candor
del foglio usuale
e s'inerpica
su schermi d'anima
in attesa
d'esser catturata.


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Pensieri rapiti

Finalmente vi scorgo
amabili pensieri
racchiusi
in un nuvolo
di polvere di stelle
rapiti dalle fate
nascoste da janare
Petali sparsi
dal profumo vellutato
come d'argentea
aurora
preludio
di un nuovo giorno
in cui tutto
davvero tutto
si deve conquistare.



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Il saba*

Canti melodiosi
si apandono nell'aria,
allargando il cerchio
del suono
che vibra,
incessante,
tra le fronde di castagni,
di noci e di aceri sparsi.
Danzano al ritmo
gioiose janare*
vestite di raggi di luna,
circondate da satiri
e da ninfe,
da folletti,
da gnomi
e da fate.
Il sabba s'avvia,
saranno ora alte
di magiche scope
le nuove comete,
le belle janare.
Entrano in sogni
di bimbi dormienti,
in arcane paure.
Volteggiano alte
a radunare
raggi di luna,
per cucire le vesti
di polvere d'oro
al giorno
che si tinge d'aurora.
Svanisce il lor canto
sul far del mattino
e si ritorna
alla stanca quiete,
in cui i sogni
son spenti.

note: il sabba* il raduno delle streghe che si tiene
ad ogni plenilunio presso il noce di Benevento.
le janare* giovani dilettanti streghe che devono

fare pratica nell'arte del volo.

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Rcordando le torri

Fragore,
fiamme,
incredulo terrore.
Occhi sbarrati
polvere...
errore?
Dio che macello!
squilli di trombe
di apocalittici giorni.
Che orrore!
quanto dolore!
sgomento,
spavento.
Inermi vittime.
Sono qui
a vedere in diretta
lo scempio.
Inutile creatura
atterita dal
disincanto di solidale presenza.
Un fiore,
una stele,
un lacerato dolore.
Son popoli e popoli
a stracciarsi le vesti.
mio Dio che orrore!
in nome di un Dio
che solo amore
si odia e si uccide
ancora una volta,
con bugiarda
cinica
voglia di riscatto.


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Trono regale

Dismessa l'armatura
scintillante
di egoismi quotidiani.
Deposte le armi
forgiate
nel fuoco
dell'orgoglio.
Inerme,
desolato,
stanco
d'inutili battaglie
condotte
entro gli aridi terreni
del vivere razionale.
Eccomi
davanti a te,
umile Pane,
regale trono
del Figlio che si dona.
E mi rivesto di luce
che mi colma l'anima.
La innalza
su vette
inaccessibili
alla ragione
e m'inebrio
d'infinito amore.

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Vecchio

Stanco di vagare,
fermo,
immobile,
nell'inerzia
di un meriggio
d'estate,
sorpreso a scrutare
nei pensieri,
ricordando
il tempo di cortili
giocosi
di canti,
di neneie,
di visi iracondi.

Sorride
il vechhio,
ormai stanco
di raccontarsi storie
mai pi comprese,
lontane nel tempo
come orizzonti
che sul mare
disegnano
la linea
immaginaria
che mai si raggiunge.


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Schermi d'anima

ecco che le parole
libere d'errare
prendono forma
come gemme rare
sui vetri arrampicate
fissano
nello scorre del tempo
pensieri
ansie
tormenti
amori
affanni.

Guarda come scivola
leggera
come aria di poesia
che schiude ai cuori
la sua corolla
espande
il suo profumo
invade ogni baia
ogni anfratto.

Sorride,
al pallido candor
del foglio usuale
e s'inerpica
su schermi d'anima
in attesa
d'esser catturata.


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Gli occhi dell'amore


Due stelle diamantine,
zeffiri,
sereni come laghi alpini,
scrutano il mio cuore,
lo spogliano
d'ogni resistenza,
lo accarezzano,
lo cullano
e lo prendono in custodia.


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Sulle ali del silenzio

Nell'immobilismo
pi totale,
dove il suono delle parole
non giunge
nemmeno ovattato.

In quella pagina bianca,
la vi ritrovo tutti presenti,
dolci pensieri
accarezzati dal tempo.

Sulle ali del silenzio,
volate leggeri per ristorarmi,
in questa solitudine
che m'affolla l'anima.


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Le corde dell'anima

La mia anima
come un arpa birmana
dalle molte corde.
Ogni corda ha il suo nome,
ogni nome un ritmo
e nel silenzio della notte,
quando il suo suono
diventa assoluto,
solo tu, Signore del suono
sai ascoltare la sua melodia,
che m'innalza,
su vette di pentagrammi
scritti dalla vita.

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