POLLO PILLO
di Giancarlo Cobite
Attraverso la griglia
della sua stia pollo Pillo osservava compiaciuto
lambiente in cui viveva. Non cera niente di
meglio: cibo e acqua in quantità, luce artificiale a
volontà e senso di sicurezza al riparo dai pericoli e
dalle intemperie. Tanti altri galletti come lui, nello
stesso ambiente gli tenevano compagnia. Crescevano
velocemente con lui, e con lui dividevano il comodo
destino in un ambiente sterilizzato, sereno e
confortevole, ma, sia chiaro, ognuno nella sua gabbia.
Ogni tanto, specialmente allinizio di primavera era
di moda andare a fare un giro in campagna, in riva a
qualche bel fiume, immersi in una natura genuina e
selvaggia. Dicevano che faceva bene ai polmoni e alle
piume e poi anche pollo Pillo faceva parte di una di
quelle associazioni tanto in voga ultimamente.
Obbediente ai correnti dettami anche pollo Pillo decise
di andare a fare il giro di rito. Tanto ci andavano tutti
i suoi amici e poi avrebbero potuto parlare per
unintera annata di natura vissuta per diretta
esperienza.
Di mattino tardi, dopo essersi assicurato che dalle
vetrate entrassero sicuri i raggi di un buon sole e non
sarebbe arrivata la pioggia, cominciò i preparativi che
gli portarono via un bel po di tempo. Poi,
finalmente, si mise gli occhiali da sole e si avventurò
allesterno con la sua bella gabbietta in spalla e
la mangiatoia sotto lala sinistra. Il viaggio non
fu lungo, ma estenuante! Sembrava che in quel giorno non
solo tutti i polli del suo pollaio ma addirittura tutti i
polli di tutti i pollai del paese avessero presa la sua
stessa decisione. Comunque, alla fine giunse senza
incidenti presso unampia ed erbosa riva di un
limpido fiumiciatolo che scorreva allegro verso valle.
Rapidamente, per non farsi fregare il posto, si piazzò
nei sui trenta centimetri derba. Scaricò dalle
spalle la sua stia e preparò la mangiatoia riempiendola
di un ottimo mangime preconfezionato, gli versò sopra
dellacqua dalla bottiglia in plastica riciclabile e
diligentemente lagganciò alla gabbia. Stese poi un
panno sopra la stessa in modo da non ricevere
direttamente i raggi del sole (mutageni, dicevano gli
esperti, ed in quel giorno sicuramente alcuni polli
imprudenti si sarebbero spennati il collo). Accese la
radio a tutto volume per non perdere neppure una battuta
della trasmissione sportiva del cuore e finalmente
rientrò gioioso nella sua amata gabbia.
Tuttintorno si sentiva il volume delle altre
radioline sintonizzate (chissà perché?) sulla stessa
stazione e come sottofondo si udiva il chiacchierare
della moltitudine di polli che si erano strettamente
piazzati uno vicino all'altro esattamente come pollo
Pillo.
Questo sì che era stare immerso nella natura!
Il sole era ormai alto ed a Pillo era venuta una gran
fame per cui si mise subito a beccare nella mangiatoia.
Sarà stata laria di campagna, sarà stata la
troppa luce riflessa o labbondante libagione, sta
di fatto che al nostro pollo venne presto un gran sonno.
Si appoggiò sulle zampe e si mise a dormicchiare. Fu
svegliato da gaie risate. Vide distintamente vicino al
boschetto alcuni galli sprovvisti di gabbietta che, in
compagnia di alcune galline, gaiamente beccavano il
terreno dopo averlo raspato con le unghie delle zampe.
Avevano lespressione di chi aveva mangiato qualcosa
di squisito (che schifo!). Ad un certo momento gli era
sembrato addirittura di sentire una voce che indicava una
"gallinella dacqua", al che, spinto da un
residuo di sessualità ancora non completamente sopito,
aprì un occhio, ma non riuscì a vedere niente.
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Venne disturbato anche
dallo squittire di un topo caduto tra le unghie di un
gatto. Questultimo, nero come il carbone,
saltellando nellerba alta, giocava con la piccola
vittima come se fosse una pallina di gommapiuma. Alla
fine il feroce animale, stanco di un gioco diventato
noioso a causa dellesaurita vitalità del topo, si
accovacciò e se lo mangiò di gusto. La cosa fece
rabbrividire di spavento pollo Pillo che si assicurò
immediatamente che la gabbia fosse ben chiusa.
Ad un certo momento si accorse che il sole non riscaldava
più come prima. Nonostante le previsioni era in arrivo
un temporale. Si scosse battendo le ali e velocemente si
ricaricò la gabbietta sulle spalle e praticamente fuggì
verso il suo pollaio. Manco a dirlo, nello stesso istante
anche tutti gli altri polli fuggirono via. Risultato:
nella fretta varie cose furono lasciate in campagna
(confezioni di mangime, bottiglie di plastica
riciclabile, panni e plastiche di vario genere). Pollo
Pillo nella ressa del rientro perse pure gli occhiali.
Quando finalmente entrò nel suo caro pollaio, il cuore
gli si riempì di gioia ed il senso di sicurezza che
laveva abbandonato tornò imperante in lui.
Prontamente scaricò, rimise al suo posto la stia e vi
entrò al sicuro. Accese la tv a tutto volume e si mise a
beccare il mangime, seguendo contemporaneamente la sua
trasmissione preferita, cercando di capire che
cosera successo mentre si era addormentato in mezzo
la natura. Più tardi, rilassato ed un po' annoiato,
mentalmente tirò le somme di quasi unintera
giornata trascorsa allaperto in mezzo alla natura.
Già, la natura!
Troppo abbandonata a se stessa, e poi che schifo vedere
quelli che beccavano il terreno ingoiando vermicelli e
sementi varie, bisognava assolutamente escogitare qualche
sistema per impedire tale orribile vista. Ora però, che
ne sapeva molto di più, si sarebbe iscritto a quella
famosa associazione naturalistica e preparato
comera sicuramente avrebbe trovato buona compagnia
e vi avrebbe fatto una brillante e fulminea carriera. Le
idee ce le aveva chiare. Decise che per prima cosa, in
nome della conservazione naturale, si sarebbe fatto
assegnare un bel pezzo di terreno. Immediatamente dopo
avrebbe vietato a quei scalmanati galli di andare per la
campagna a mangiare antigienici vermiciatoli (che era
proprio il caso di eliminare dalla faccia della terra) ed
altre schifezze simili. Avrebbe pure castrato tutti i
gatti in modo da renderli buoni buoni. Infine avrebbe
fatto una bella azienda agroturistica dove far arrivare
dei bei polli di stia, come lui, con le loro gabbiette al
seguito e desiderosi di visitare un angolo di natura
ripulita e sterilizzata, con lerbetta tagliata
allaltezza giusta, senza animali pericolosi in
giro, ma solo quelli ben addomesticati (anche se castrati
o conI muscoli delle ali tagliate), uccellini
cinguettanti, raganelle gracidanti (registrati) ed infine
qualche anatra ammaestrata e qualche pollastra
disponibile. Magari lavrebbe fatta in una bella
valle della laguna veneta.
E i pesci della valle? Ma chi se ne frega dei pesci? Non
si vedono, non si sentono e non attirano turisti, quindi
non contano. Anzi meglio ammazzarli tutti così se ne
stanno lontano anche i martin pescatore che proprio sono
antipatici!
A questo punto pollo Pillo scivolò in un profondo sonno
ristoratore e cominciò a sognare il suo paradiso
terrestre.
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