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LE VOLPI
Il
raccontino che sto per esporre si ispira a fatti
realmente inventati, mentre i nomi sono tutti accaduti.
E
un giorno di febbraio, fa freddo e cè una nebbia
fitta fitta, di quelle che per mettersi in strada bisogna
avere un motivo importante e, naturalmente, un certo
grado dincoscienza.
Non sono mai stato entusiasta di fare le gare di pesca,
ma per mantenere dei buoni rapporti con un club delle
vicinanze, con il quale erano iniziati anche altri, a mio
parere, più importanti incontri, avevo deciso di
partecipare a questa competizione.
Lappuntamento è al mattino, con il buio, in un
laghetto a pagamento, per una gara di spinning alla
trota, organizzata dai Lagna, esponenti di spicco di un
club di pesca a spinning.
Per me è anche unoccasione per incontrare alcuni
amici di pesca che da qualche tempo non vedevo.
Arrivo sul posto in tempo utile, entro nella baracca che
fa anche da bar e vi trovo Lagna padre e Lagna figlio che
stanno incassando le quote discrizione. Il posto è
piccolo, e in un attimo è pieno. Con Lagna riesco si e
no a scambiare i saluti poi quando mi viene consegnato il
biglietto discrizione scopro che la gara
incomincerà unora più tardi. Mentalmente mando un
accidenti agli organizzatori ed esco al freddo ad
attendere lora dinizio.
Il laghetto di pesca, pur vicinissimo, si vede appena e
non riesco neppure a valutare la sua disposizione. Dai
rumori che giungono si riesce a capire che è vicinissimo
allautostrada. Langoscia mi assale ogni volta
che sento lavvicinarsi di unauto che va ad
alta velocità. Mi sembra sempre di essere in pericolo e
mi viene istintivo spostarmi, ma non so dove. Poi
lauto passa e il rumore si attenua.
Questangoscia mi seguirà per tutta la mattinata al
passaggio di ogni automezzo che percorre quell'autostrada
ad alta velocità nonostante la fitta nebbia.
Incomincia la gara e non conoscendo il lago, decido di
seguire il mio amico Max che c'era già stato qualche
altra volta. Ci fermiamo quasi subito e si incomincia a
pescare. Dopo neanche 10 minuti mi stanco e decido di
andare verso lingresso ad aspettare Lagna figlio
per potergli parlare. Chiedo ai pescatori che stanno
vicino allingrasso se avessero visto passare Lagna
padre o figlio. Mi dicono di no, ed allora decido di
aspettarli. Se vogliono avvicinarsi al laghetto, devono
per forza passare di lì.
Passano ancora venti minuti ed ecco che finalmente vedo
Lagna figlio con in mano una canna da spinning arrivare
dalla baracca. E seguito a breve distanza da Lagna
padre. Stranamente quando mi vede devia verso destra,
allungando il passo. Resto un po' sorpreso, non mi sembra
un comportamento cortese. Guardandolo allontanarsi vedo
perfettamente che dal fianco gli pende una busta di
nailon trasparente allinterno del quale si trovano
tre trote.
Ma come, se viene ora dalla baracca! Ma dove le ha
pescate quelle lì? Dal frigorifero?
Ora è chiaro perché non ha voluto avvicinarsi. Mi passa
anche la pochissima voglia di pescare che avevo. Mi
sposto e riferisco il fatto a Max, il quale mi guarda
come se fossi improvvisamente impazzito. E chiaro
che non mi crede.
Mi sposto lungo il lago in cerca di un altro amico. So
che pesca bene e allora decido di approfittarne per
imparare qualcosa. Vedo Pistola figlio, un ragazzino sui
dodici anni, ha beccato anche lui una trota e sta a sua
volta spostandosi, seguito dappresso dal signor
Pistola padre.
Trovo il mio amico il quale di fortuna non ne ha avuta
granché. Ha pescato una sola trota e non sembra che il
destino voglia cambiare. Per un bel po' di tempo gli sto
appresso, ma non vedo e non pesco niente.
Le trote, quasi tutte fario dallaspetto allungato,
in gran parte sono state prese allapertura della
gara, poi la cosa è diventata difficile per tutti. Passa
il tempo e mi stanco. Allora mi sposto alla ricerca di
Max. Per pura coincidenza davanti a me si muovono anche
Pistola padre e Pistola figlio. Il padre a quanto si vede
non ha preso niente, il figlio ha ancora la trota
iniziale. Li seguo fino allingresso fino a quando,
cioè, li vedo guadagnare luscita, verso la bracca.
Dentro di me ne deduco che si sono stancati e vanno a
bersi qualcosa, tanto ormai manca poco alla fine della
gara.
Trovo Max che non si è spostato di un millimetro, sta
pescando sempre nello stesso posto. Dopo dieci minuti
vediamo arrivare il signor Pistola con il figlio. La
sorpresa è grande quando vedo il figlio con ben quattro
trote nel sacco trasparente, e non ho dubbi che quelle
non possono essere uscite dal laghetto. Sono iridee, e di
queste ne sono uscite veramente poche; sono belle
grassoccia, anzi proprio piene, mentre quelle del
laghetto sono slanciate, quasi denutrite; queste sono
persino pulite, senza segno di sangue o di quel muco che
viene lasciato da un pesce appena pescato messo dentro ad
un sacchetto di nailon. Lo dico a Max, che mi fulmina con
unocchiata. Non mi crede neanche questa volta.
Finisce la gara e tutti ci spostiamo sotto una tettoia,
vicino alla baracca dove si eseguono le operazioni di
pesatura. I sacchetti trasparenti fanno vedere il
contenuto. Faccio notare a Max la differenza tra le altre
trote e quelle del signorino Pistola. Osservandole tutte
da vicino la differenza diventa evidentissima. Allora Max
comincia a chiedere in giro se qualcuno ha visto il
signorino Pistola catturare le trote. Nessuno ha
assistito alle catture, mentre qualcuno ricorda di aver
visto padre e figlio rientrare dal parcheggio quando
mancava poco alla fine ed il figlio aveva le trote al
fianco. Io lavevo visto uscire, ed aveva una sola
trota. Anche in Max il sospetto a questo punto si fa
certezza. Con quelle quattro trote Pistola figlio si
qualifica tra i primi.
La premiazione prosegue fino ad arrivare a premiare il
pierino più giovane. Senza chiedere letà dei
pierini presenti, Lagna premia un ragazzino e lo invita
ad estrarre un biglietto per assegnare in premio una
canna di marca messa a disposizione da qualche sponsor. A
nulla valgono le proteste a favore di un altro pierino
più giovane.
Quel che è fatto è fatto!
Intanto il ragazzino estrae il biglietto e tenendolo tra
il pollice e lindice della mano sinistra lo
consegna alla signorina Lagna posizionata appena alla sua
sinistra. La signorina Lagna è comparsa al raduno giusto
in tempo utile per la premiazione. Ella prende il
biglietto ed incomincia ad aprirlo, ma durante
loperazione un altro biglietto gli cade a terra. Lo
vedono tutti e lei è visibilmente imbarazzata. Allora
interviene Lagna padre che, volpone come sempre, dice che
il ragazzino ha consegnato due biglietti al posto di uno.
Il ragazzino offeso replica a bassa voce " MI? Mi
no!"("Io? Io no!").
Qualcuno si fa una risata., ma la canna rimane assegnata
ad un amico stretto dei Lagna. A questo punto dico a Max
che non ce la faccio più e me ne vado. Nonostante la
fitta nebbia in val Padana, quel giorno ho visto
sicuramente troppo.
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