Giorgia Pagliaro


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Prime luci sulla laguna - Rondò Veneziano
 

 

 

 


 

 


 


 

 


 

 
 

 

 

 


 Giorgia Maria Pagliaro


Giorgia Maria Pagliaro è nata l’11 Luglio 1990 a Paola (CS). I suoi principali interessi sono la musica, che realizza attraverso lo studio del pianoforte, e la scrittura, nei confronti della quale nutre passione suscitata dalle letture, dagli incontri e da esperienze importanti e significative. Reputa la poesia la modalità espressiva più accessibile ai sentimenti che nutre poiché asseconda le sue pulsioni creative. Ha seguito un corso base di giornalismo e scrittura narrativa e uno avanzato di scrittura breve e sceneggiatura a distanza presso la Leconte. Nel Gennaio 2006 ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Attimi dell’essere”.


 

 

 

 


 

 


Parole Oggi
 


 

 


 

 
 

 

 

 

 

 


 

 


Parole Oggi
 


 

 

 

  
 

 

 

  

INCONCRETO


Oceani in fiore
e alberi ondeggianti.
Il canto di un'anguilla nel
rifugio della mente .
Natura,irrealtà e profonde sensazioni
rispecchiano nel sole
come fantastici nonsense .
 

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L'IMPORTANTE RIFUGIO


Lascia, tu, uomo, che almeno i racconti e
le congetture di cui ti fai scudo per sopravvivere a te stesso,
non diano mai ragion di pentimento all'invenzione di avertene munito;
vilipeso diverrebbe l'immaginario altrimenti,
e tu ricaveresti un contento da misere
circostanze, della quiete
generose portatrici. Ma forse, saranno solo
avare banchiere di un lontano,
sedato cordoglio.


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NECROLOGIO ALL'AUTUNNO


Un sintagma
fu pronunciato dal vento,
colorato dal paglierino pastello del
sole, come divino innalzato ai monti già
fioriti ed al cielo; baciato da un'ingrata spezia
esalante; infine sommesso ed ucciso
da un'invernale matrigna.
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TRISTE BAMBINA


L'ispirazione non è
diurna,o costante,o alterna.
Viene e s'improvvisa, però esiste sempre,nel
poetico e nell'artistico, nello scientifico e nell'inverosimile.
Non concepirla una scelta del nostro cuore è
giusto, quanto è sbagliato crederla
autonoma,questa vivace bambina dalla
fede nascosta, che in capriole spiritiche
travolge i suoi intenti, reclamando riguardo da parte
di molti.
Piange fremente e non
viene capita. Se ne amano le lacrime,
in un'animosa lettura delle fronde di
un albero o d'un ibrido in volo; ma il suo
rumoreggiare soccombe, e
non ce ne curiamo, il motivo
essenziale non è per noi ciò di
cui soffre, ma ciò che ci dona.
La mamma non viene a proteggerla
caldamente. Ed ecco il suo singhiozzo,
che riappare e scompare, patendo
in frenesia nel suo intimo cuore,
anch'esso addolcito dal
lamento pressante che un giovane autore
riceve dalle difficili muse.
La nostra pedofilia la ucciderà,
amandola ad interesse.
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RICORDO DELL'INSEGNANTE PIU' COMUNE


Il suo animo crudele
infieriva capace nei volti
di giovani dal vivo entusiasmo,
invidioso di un talento
per pochi offerenti, tra i quali
l'oro della moneta di studio non dava
compendio al saggio ed al genio,
medaglie brillanti.
Con rabbia punitiva
rivendicava il suo ruolo, con tracce
cattive di penne aguzzine sui
bei fogli d'argento narrati
dal cuore.
Non allusione, non un miraggio
alla sua essenza infiammata,
solo ombra un po' bruna, dalla luce
guarita in commiserazione.
Vaga ancor ora,
per i muri e le strade,
e confonderla è facile: cela
nel volto la sua tenebra amara,
ridacchiante e spocchiosa
se ne dà spiegazione.
Isterico e incerto
v'è vostro il presagio di sua conoscenza,
nelle solari parvenze che
rende ai suoi
incontri.

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SENZA SLANCIO


Demente è il mio pensiero
quest'adesso: non più parole
che lo medino per
i fogli da riempire. Disavvezza
a tutto ciò, attendo ispirazioni
migliori ed effettive;
ora gravito in me stessa, dimentica di
un collaterale stadio dedotto dalla mia
assenza.
 

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PORTO GABBIANO


Lungo il porto Gabbiano
ammiravo le onde del mare ammansirsi
sulle sponde,
salutavo una coppia di anatre in cerca di quiete.
Due ragazze incontravano il molo,
con passo tranquillo, insieme a un amico e ai giovani
fidanzati.
Un pescatore cinese aizzava due lenze
verso l'acqua un po' scura.
Chi sa che sorprese attendeva dal
fondo!

Lungo il porto Gabbiano
tante altre persone sostavano,
all'ora sopita delle due in primavera;
e nemmeno una sola di loro invogliata a rimanervi.
Forse erano cittadini avvezzi
a quel mondo
- e guai a chi biasimi mai il passante più solito
a una strada divenuta indigesta all'azione ! - ,
peccato quel tanto da
annoiarsi alle ombre,
al nervosismo di attenzioni mai accorte,
quel tanto da rimuover menzione di quel nome ad un
porto,
da offendere un prospetto di volo intrigante
tra vele e motori.

Lungo il porto Gabbiano
un uccello Gabbiano volava,
in dissenso
ad un regno assai triste,
da pesci, alghe e barchette
composto.
Pochi spettatori a una tale esistenza,
chiunque in cerca di immediato stupore,
per dimensioni incantate finte da quei libri
e giornali acquistati a
sconfiggere il ritorno alle case.
Nessuno protratto a osservare
vicino,
in quel molo, in silenzio,
commosso da una troppo imbrunita
natura.



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PRIME SCELTE GIOVANILI


Poche cose si rimprovera ai ragazzi
di apprezzare, a giorno
d'oggi.
Arcaici sono gli ideali, sprecati in
polemiche di quartiere, eppure molti adulti
credono di conservar la verità in qualche slogan
di propaganda ripetuto a
rimbrotto di proposte avversative a quei vecchi
souvenir intellettuali.
I figli di costoro lo comprendono,
evadendo dal salotto di casa ad ora
di cena nelle cuffie di uno stereo,
o verso il pub frequentato dai coetanei.
E poi vi si recriminano gli sfoghi dal genitore imprenditore,
indaffarato nelle carte e nel denaro;
il rock vale meno del pattume,
e quale l'esigenza di riviste fuori standard e
del tabacco, per suo figlio?

Ulteriore il moto di reazione giovanile:
un bel camper e una partenza immediata,
non in direzione, ma in fuga da un luogo;
i desideri, il lavoro e la gioia destinati a una possibilità e
non più a presunta trasgressione.
Migliorare il mondo, ecco cosa, non fuggendo o
dileguandosi in un eremo; di ciò né
un furgone né i bagagli dan smentita,
essi indicano un trasloco dei pensieri, non di certo
degli intenti. Un appartamento latitante così
come una vita stazionaria
giacciono sul medesimo
pendio:
alla cima vi si arriva con la
voglia cosmopolita, in barba
ai bei concetti da convegno e
agli ammorbanti lamentii
di chi poi li rimanda al
compromesso.



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DA LEI A LUI


Dove il tuo grido mi
congiunge stasera?
E' trascorso un tramonto senza che
tu mi chiamassi, lontano,
alle sponde del cielo;
chi sa ch'io mi scordi di venire
a cercarti...
Le ciliegie conquise dal legno del
tavolo adornano l'aria della
nuova stagione, e
quante rondini scrutano il
globo al sorriso del giorno!
E' relativa l'assenza di gioia,
se osservo la luna
e mi dolgo con lei,
tepore di sabbia nel manto
di sera.
Se mai esclamerai oltre i muri del
vento, una caverna distante ruggirà
in un boato,
un vulcano lezioso vi farà da mandante,
e forse un sollievo aliterà sulla stanza
dal tenero spiffero d'un davanzale,
mentre il mio capo sverrà, in ostaggio
alle gambe, felice di un segnale più
vivo del sonno.


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...DICEVAMO?


Una canzone e un
bacio in spiaggia
durante un pomeriggio
in primavera: non
ricordo più cosa sia
una poesia! 

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