Per te avrei...
Come inghiottita
dalle viscere della terra,
ti sei sottratta, amore mio,
ai miei attoniti occhi,
per cui essi hanno cessato
di sorridere e di sognare,
versando lacrime senza fine
d'indicibile amarezza.
Preso dal timore
di non poterti più amare,
è piombato il mio cuore
in una sorta di malinconia,
che di continuo lo va struggendo,
lo va turbando e inquietando,
lo va tutto martoriando.
Tu per me rappresentavi
la cosa più sacra e più preziosa,
valevi più della mia stessa esistenza;
eri divenuta poco alla volta
la stella più fulgida e più bella
del mio universo interiore,
onde con generosità m'illeggiadrivi
la vita, i sogni e le speranze.
Ero disposto a privarmi
di ogni indispensabile boccone
del mio ossigeno vitale,
pur di continuare a godere
i tuoi sospiri amorosi;
come pure per te avrei rinunciato
ad ogni mia più intima esigenza,
pur di appagare i tuoi desideri.
Avrei infine ciecamente accettato
di divenire un autentico rottame
in balia dei prepotenti marosi,
pur di vedere alla fine fuse insieme
la mia e la tua esistenza.
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Ho tentato di
dimenticarti
Visto che in te avevo perso
ogni stima e ogni fiducia,
per un attimo avevo deciso
di farti uscire per sempre
dalla mia vita delusa,
pur essendo convinto
che la mia folle decisione
vi avrebbe creato come non mai
un incolmabile vuoto,
oltre che suscitarvi
una sofferenza non indifferente;
ma soprattutto la mia decisione
vi avrebbe fatto dilagare
un'accasciante monotonia
che non avrebbe esitato
a distruggere e ad annientare
tutta la mia personalità.
Né ti nascondo che così è stato,
al solo pensiero
di aver già dato attuazione
a tale mio proposito insano,
poiché in me ho cominciato
ad avvertire varie sensazioni
tutte terribili e raggelanti.
Né patemi ed angosce
si sono astenuti da parte loro
dall'abbattersi poco dopo
sul mio io esistenziale,
scombussolandomi come mai successo
quella che poco prima
poteva senz'altro considerarsi
una vita felice e serena.
La stessa armonia dell'universo,
davanti ai miei occhi atterriti,
è cominciata d'improvviso
a trasformarsi in un ammasso
informe e catastrofico:
ho assistito perfino
alla caduta delle stelle,
che mi crollavano addosso
vertiginose e apocalittiche,
intanto che mi annientavano
nel corpo e nello spirito.
Ho infine avvertito
l'intera mia realtà
mentre sprofondava con orrore
in un gelido baratro,
che arrecava alla mia anima
già depressa e spaurita
un delirio privato oramai
di ogni roseo futuro!
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Come vulcano in
eruzione
Anche la notte scorsa è esplosa
la nostra calda passione d'amore:
è apparsa come un vulcano capriccioso
in piena fase eruttiva,
che però non rigurgitava all'esterno
gas, cenere, magma e lapilli;
bensì andava inondando il talamo nuziale
di baci, carezze, gemiti e sospiri.
All'istante in noi si è scatenata
l'irruenta tempesta dei sensi,
che subito si sono messi a tumultuare
nel vortice vertiginoso della passione,
intanto che scorrazzavano lascivi
nei nostri due corpi fremebondi.
Sguardi procaci e baci ardenti,
seminando l'alcova di lussuria,
da degno preludio hanno fatto
alla vasta gamma di giochi,
che la nostra voluttà scatenata
andava nella circostanza escogitando
per rendere più piacevole e appetibile
il nostro rapporto sessuale.
In sensazioni gradevoli e sovrumane
s'imbattevano di continuo i nostri corpi;
mentre i nostri spiriti esaltati
si appagavano del dolce piacere
che loro proveniva copioso
dalla fantastica ridda dei sensi,
che si andavano intrecciando e fondendo
in una beatifica atmosfera,
creata per l'occasione
dall'irrefrenabile complice concupiscenza.
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E intanto che...
Prossimo dolce amor mio,
nell'attesa che fra noi due
vengano ad instaurarsi quei rapporti
che faranno ad entrambi
assaporare la gioia più grande,
vado in me avvertendo
intime gradevoli sensazioni.
E intanto che si avvicina
la fusione delle nostre anime,
esultano i miei sensi
al fuoco della tua passione,
che già essi intravedono all'orizzonte
mentre naviga nella mia direzione.
Vibra il mio cuore
di un insolito trepido amore,
al pensiero che tu presto
possa ad esso legarti,
per programmare insieme
incontenibili estasi da sogno.
Ribolle il mio spirito
di ardente bramosia,
mentre estasiato t'immagino
largirmi tenerezze ed effusioni,
che sapranno condurmi
nell'ebbrezza gioiosa
della più disinibita delle passioni.
Decanta il mio genio
la tua beltà di donna seducente
che, pur peccando d'orgoglio,
riesce con la sua giunonica fierezza
a far brulicare la mia mente
di mille progetti suggestivi.
E, tra essi, non mancano quelli
che in me vanno ormai accedendo
un impaziente irrefrenabile desiderio
di ritrovarmi quanto prima
nella morsa delle tue cure amorose,
per subire da vittima compiaciuta
la tua voluttà scatenata.
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Tu non puoi...
Così giovane, così bella,
così vivace ed intelligente,
come per prodigio sei entrata
a far parte della mia vita.
Le tue aggraziate forme
fanno esultare i miei occhi,
che si sono ritrovati attoniti
a godere della visione
di un corpo avvenente,
che di sé sa solo offrire
uno spettacolo meraviglioso
di armonia e di fragranza.
Le tue labbra sensuali
m'invitano a baciarle,
a suggervi estasiato
il nettare dell'amore;
mentre il tuo elegante portamento
mi riempie di passione,
facendomi desiderare
di stringerti tra le mie braccia.
Passo allora a bramarti
come nessun'altra cosa al mondo,
siccome mi ecciti e mi conturbi,
frastornandomi l'esistenza;
anzi, in pasto mi getti
ad una lussuria scatenata,
che insieme con te mi fa osare
i più inconfessabili propositi.
Tu non puoi vietarmi
di volgere a te i miei pensieri
e di far scaturire dal tuo essere
la mia intima eccitazione,
la sola che sa condurmi
divinamente e con grazia
al godimento fisico e spirituale.
Perciò devi fartene una ragione
che, siccome è l'amore
la vera forza dell'ispirazione,
assolutamente tu non puoi
vietare ad un poeta
d'innamorarsi e d'amare,
anche quando sospetti
che sei tu la sua amata
nella realtà virtuale.
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Ti ho sognata
È stata la notte scorsa
una delle più belle, amore mio;
con te beato l'ho trascorsa
in un magico clima
di sospiri e di dolcezze.
Un sogno incantevole,
travolgente e passionale,
mi ha dato modo di amarti,
come non avrei mai osato
nella mia esistenza reale.
Sei entrata in camera mia,
ti sei tutta denudata,
felinamente ti sei introdotta
nel mio tiepido letto,
dove impaziente ti attendevo
con la mia lasciva passione.
Così mi sono ritrovato
col tuo corpo avvinto al mio,
come l'edera al suo albero;
ma è stato ben altro l'effetto,
che nelle mie membra frementi
esso vi ha provocato.
C'è stato quasi un travaso
di mille strane sensazioni,
che tutto mi hanno inondato,
mi hanno largito con dovizia
la soavità del tuo amore,
che al momento mi si manifestava
elettrizzante ed incantatore.
Mi sono allora donato
alla tua irresistibile seduzione,
ho iniziato a riempirti il corpo
d'infiniti baci ardenti
e di carezze lussuriose,
che ovunque ti raggiungevano
e ti trasmettevano con delizia
attimi interminabili
di paradisiache sensazioni.
Tu assentivi compiaciuta,
m'invitavi ad incalzare,
perché dentro volevi sentire
più focosi e più eccitanti
i miei assalti bramosi.
Insieme infine abbiamo vissuto
il delirio della passione,
che ci ha travolti ed esaltati,
ci ha fatto entrambi scatenare
sotto l'impulso della follia.
Nel frattempo i nostri sensi
scorrazzavano furiosi
lungo quegli ameni sentieri,
che sapevano solo far rotta
per il piacevole vortice
del nostro ingordo desiderio!
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Alla mia amata
La tua bellezza e il tuo leggiadro corpo,
se all'inizio per lo stupore
fanno immergere la mia esistenza
in una beata contemplazione,
subito dopo me la ravvivano,
me la fanno tutta esultare,
fino a quando non l'hanno colmata
di vivace brio e di calore.
E intanto che mi sento dentro
ribollire di sovrumane sensazioni,
brilla di gioia il mio spirito,
mentre si va impregnando il mio animo
di dolce e gaia serenità.
Ma quando ogni parte del tuo corpo
passo in rassegna strabiliato,
verso di te vengo a nutrire
ben altri carichi sentimenti,
che si mostrano ardenti desideri
che di te vorrebbero fare
l'oggetto del mio piacere.
Diventano allora magici e maliardi
i tuoi begli occhi seduttori,
che mi travolgono e diventano l'innesco
della mia irrefrenabile passione.
Le tue labbra piccole e tondeggianti,
visibilmente carnose e sensuali,
vengono a trasmettermi con dolce magia
una viva e incontenibile brama
di asservirle al mio estro amoroso.
Perciò vorrei che si fondessero con le mie
per potervi attingere senza sosta
la panacea dell'amore,
ma soprattutto per inondarle
della mia insaziabile voluttà.
Il tuo seno meraviglioso,
bianco-ambrato e ben formato,
con i suoi turgidi capezzoli
solo a vederlo in me fa nascere
reconditi propositi di lussuria,
per cui vorrei tanto assediarlo
con tenere e gradevoli carezze.
Così, sfiorandolo con le mie esperte mani
ed anche ricorrendo con maestria
a carezze d'altro genere,
che non ti costa fatica immaginare,
lo sentirei infine reagire acquiescente
con estasianti fremiti di piacere.
Però, di fronte alle tue nudità divine,
che il sacro tempio rappresentano
dove i tesori gelosamente custodisci
della tua femminilità feconda,
mi riesce arduo frenarmi
e votarmi alla moderazione.
Per questo vengo di continuo assalito
da una folle ed irrefrenabile bramosia
di profanarle e di possederle
con assalti voluttuosi.
In tal modo vedrei da esse dipartirsi
e provenire a tutte le nostre membra
quella sensuale euforia,
che è solita sgorgare
dilettevole ed incontenibile
da ogni nostro amplesso veemente.
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Ti vorrei
Ti vorrei,
per aprirti gli occhi
a scenari d'incanto
e d'intima dolcezza;
per porre le tue orecchie
in condizione di ascoltare
estasianti melodie;
per cospargerti il corpo
di magiche sensazioni
mai da te provate.
Ti vorrei,
per farti dono
di quella felicità
vivibile solo in sogno;
per sottoporti le labbra
all'assalto furioso
dei miei baci focosi;
per colpirti il cuore
e raggiarlo di gioia
con i miei strali amorosi.
Ti vorrei,
per farti tuffare
nell'ondeggiante mare
del mio ardente amore;
per farti nuotare
nelle acque ribollenti
della mia passione;
per vederti infine godere
nell'iridescente schiuma
della mia sensualità.
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Alla mia consorte
Sei per i miei occhi
la luce che li proietta
oltre le tenebre
di ogni arida barbarie;
sei per la mia anima
il benefico tepore,
che la ravviva e l'accende
di leggiadria e di grazia;
sei per il mio spirito
la forza che lo guida,
ma anche calmi e rassereni
la sua ansia fremente;
sei per i miei pensieri
l'armonia che li concilia,
che li allieta e li seduce
con dolce diplomazia;
sei per la mia vita
quel sostegno stabile,
che non crolla e non si piega
davanti a nessuna tempesta.
Puoi quindi immaginare
che cosa mi succederebbe,
se io venissi privato
della tua compagnia!
Sarei costretto a vivere
in un mondo gelido e buio;
diverrebbe la mia esistenza
un lungo e atroce martirio,
oltre che venire investita
dal più tragico dei destini;
d'ogni penosa circostanza
diverrei la vittima prescelta,
per cui la ridda delle sventure
mi bersaglierebbe a oltranza.
Verrei dilaniato da incubi
che saprebbero solo svolgersi
in un'orrida atmosfera
minacciosa e tremenda;
mi vedrei sbattuto ovunque
dall'incalzante procella
dei frenetici venti;
mentre i marosi, a loro volta,
con grande furia vorace
non esiterebbero a disperdermi
nei lugubri abissi marini.
È quanto di me avverrebbe,
se senza di te io restassi
e se mi venissero meno
il tuo sorriso e il tuo amore,
dei quali sempre mi nutro
ed offro loro il mio cuore;
ma soprattutto in essi fiducioso
ripongo ogni mia speranza!
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Mesto ricordo di
te
Era appena trascorsa
la prima metà di novembre,
tra tutti i mesi
di certo il più triste,
quando da un cielo
rammaricato e commosso
di colpo si staccò
la tua splendida stella.
Fu proprio allora
che la mia pallida anima
si vide piombare
nel buio più pesto,
dal momento che lassù
le era venuta a mancare
quella che per lei era
una guida fidata.
Era stato un male
a rapirti alla vita,
diagnosticato incurabile
fin dal suo inizio;
così tutto all'improvviso
ti aveva tolta alla vista
del mio gaio spirito
molto innamorato di te.
Si abbuiò subito dopo
l'intera mia esistenza,
quella che tu sola
eri capace di allietare;
ciò fu dovuto al fatto
che il tuo fervido amore
più non vi splendeva,
più non la riscaldava.
Se prima la tua passione,
sempre viva ed ardente,
di continuo m'infondeva
molta gioia nel cuore,
orribile e tetro
vi venne dopo a regnare
l'avvilente squallore
di una grama esistenza.
Ma tu già tribolavi
da diversi lunghi mesi,
tenendomi ben celato
quel terribile male,
che dentro ogni giorno
ti andava rodendo
e ti stava consumando
poco alla volta.
Di tutto avevi fatto
per nascondermi meglio
quella tua pena
tremenda e dolorosa,
poiché tu con altruismo
avevi voluto a ogni costo
che venissi io privato
di ogni sofferenza.
Da subito mi ero accorto
che eran divenuti più caldi
tutti gli abbracci
che da te ricevevo,
come anche trovavo
i molti tuoi baci
più veementi e più focosi
di quelli di prima.
Volevi in questo modo
far passare inosservato
quel male implacabile
che ti aveva colpita
e che, al fragile tuo corpo
risultando una tortura,
senza la minima pietà
ti andava distruggendo.
Sappi che nella mia mente
bellissimo ed intatto
rimarrà per sempre
il tuo caro ricordo;
anzi, ti do la mia parola
che indistruttibile vi vivrà,
poiché lotterò con ogni mezzo
contro le insidie del tempo!
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Intimità
Vibrano i caldi miei sensi
al tocco fatato delle tue mani,
che da esperte accarezzano
il mio corpo estasiato.
Delle magiche sensazioni,
avvertite prima solo a fior di pelle,
penetrano poi in profondità
i recessi del mio animo.
Tu continui senza sosta,
imperterrita e a ragion veduta,
a suscitare nel mio spirito
il desiderio passionale.
Ben ti si leggono sul volto
le voluttuose tue intenzioni,
vuoi che ti faccia da innesco
all'esplosione dei tuoi sensi.
Dentro di te stai bruciando
di un ardore voluttuoso,
vorresti con me farlo sfogare
della sua carica sessuale.
Io non posso che assecondarti,
fare pure mie le tue brame,
poiché in me già arde il fuoco
che alimenta i lascivi desideri.
Si abbrancano i nostri corpi
sotto forti pulsioni istintuali,
si rotolano ora convulsamente
in balia della passione.
Il ritmo e la cadenza
dei loro piacevoli movimenti
si vanno via via facendo
più frenetici e più mirati.
Il coro di gemiti e di sospiri,
che improvviso in noi deflagra,
vuole unicamente testimoniare
il nostro raggiunto piacere.
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Le preferenze
dell'amore
Non credere che l'amore
possa essere condizionato
dal trascorrere del tempo
o possa essere da esso
scalfito in qualche modo.
Non credere che l'amore
sia esclusivo dei giovani
e che quindi essi soltanto
ne hanno il monopolio,
gestendolo meglio degli altri.
Non credere che l'amore
faccia alcuna distinzione
e abbia qualche preferenza
fra un sesso ed un altro,
fra due razze o religioni.
Non credere che l'amore
si faccia ledere dalle malattie
o venga a subire un arresto
in seguito alla morte
di un componente della coppia.
E' l'amore un privilegio di tutti,
indipendentemente dall'età
e dal credo di una persona,
né si comporta in modo diverso
a seconda dell'una o l'altra razza.
Comunque, è meglio che si sappia,
pure l'amore ha le sue preferenze:
è esso un sentimento che attecchisce
non nei cuori depravati e corrotti,
ma nei soli animi nobili e gentili.
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Cos'è l'amore?
Che cos'è l'amore?
Mi vado spesso chiedendo.
Mi riferisco ovviamente,
per intenderci meglio,
non all'amore naturale
esistente tra fratelli
o a quello viscerale
che si ha tra madre e figlio;
ma soltanto a quello
che all'improvviso si accende
tra un uomo e una donna,
che magari fino ad allora
si ignoravano del tutto.
La mia domanda, quindi,
ha come obiettivo
quell'arcano sentimento
che, ad un certo punto
della loro esistenza,
esplode all'istante
irresistibile ed intenso
tra due persone
che sono di sesso opposto
ed anche assolutamente
estranee l'una all'altra,
riuscendo a coinvolgerle
in una elettrizzante spirale
di passioni ardenti
e di attimi d'incanto.
Ecco è questo l'amore,
al cui significato profondo
intendo dare anch'io
una plausibile risposta,
che tutti gli amanti soddisfi
e metta pure d'accordo
nell'assegnare ad esso
il medesimo intrinseco valore;
per questo cercherò
con tutti i mezzi necessari
di dare la mia versione
di un simile sentimento,
sperando di riuscire
a descriverlo alla meglio
mentre cerco di celebrarlo
con gli attributi più consoni.
L'amore è il sentimento
di tutta la specie umana
che risulta il più strano
e il più indescrivibile,
perché quando diventi
suo beato prigioniero
non sai poi in che modo
sia riuscito a catturarti
e come faccia in seguito
a tenerti soggiogato
con il tuo consenso
e la tua adulazione,
avvertendo dentro di te
una voglia pazza e sfrenata
di subire senza condizioni
il suo piacevole dominio.
Facilmente diventi
sua preda consenziente,
segui alla lettera
tutti i suoi dettami,
intanto che in te
padroneggia ed impazza,
nonché fa strage
del tuo cuore impotente;
anzi, sei tu stesso
ad implorarlo e ad incitarlo
perché i suoi strali
ti risultino più profondi
e ti procurino le ferite
più dolcemente sanguinanti,
quasi tu fossi diventato
un verace masochista.
Ecco il vero amore
di che cosa è capace,
quando una persona
rende schiava di sé:
le fa tutto accettare,
senza alcuna differenza,
sia il giubilo e la gioia
che l'angoscia e il dolore;
essa, da parte sua,
non disdegna affatto
di gioire e di soffrire
nello stesso istante,
purché ciò avvenga
nel nome dell'amore.
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Piuttosto vorrei
morire!
A volte penso che, se un giorno l'amore
dovesse smettere di essere
il mio fedele compagno,
di sicuro per me la vita
più non avrebbe alcun significato.
Il vuoto e il nulla,
formando quell'assurdo binomio
che massacrerebbe il mio spirito,
renderebbero buia la mia esistenza
e inattiva la mia mente,
fino ad insidiare poco alla volta
il centro delle mie emozioni.
Diventerei un automa vero e proprio,
privo di ogni vitalità intellettiva,
del tutto incapace di gestire sentimenti
e di continuare a generare
la mia prolifica produzione emotiva.
Gli unici squarci esistenziali
mi metterebbero solo in grado di contemplare
un cuore infranto ed uno spirito sconvolto;
ma soprattutto mi farebbero assistere
ad un'anima angustiata,
costretta a convivere miseramente
con la sua pena esacerbante.
Perciò, se senza l'amore queste soltanto
dovessero risultare le mie prospettive future,
di sicuro mi vedrei annegare impotente
nel mare della sofferenza più atroce,
per cui davanti a me non avrei altra alternativa
che invocare disperato la fine dei miei giorni!
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Mai più liti tra
noi due!
Sappi, dolce amor mio,
che mai più dobbiamo litigare;
la nostra vita è troppo breve
e non è giusto sciupare
il nostro prezioso tempo
in liti sciocche e banali,
che quasi sempre hanno origine
dall'assillo insidioso
del dubbio e della gelosia.
Il primo è a te connaturale,
per cui seguiti a dubitare
del grandissimo amore
che per te vado nutrendo
e che mai smetto di dedicarti;
anzi, puoi vantarti di esserne
l'esclusiva depositaria,
poiché sia di giorno che notte
esso interamente ti appartiene.
Hai il grande privilegio
di poterne usufruire
in qualsiasi istante,
ma anche senza alcuna limitazione;
puoi farne da parte tua
quello che più ti aggrada,
puoi coccolarlo come strapazzarlo,
visto che tu di esso
sei libera di fare
tutto quanto ti detta
l'indole del momento.
Benintesi, resterà il mio amore
sempre e soltanto tuo,
senza che da me ti venga imposta
nessuna condizione tassativa;
come pure ti prometto
che non ci sarà mai da parte mia
qualche ignobile rivalsa.
Quanto al morbo della gelosia,
appartiene a me senz'altro
l'infelice primato;
esso nei tuoi confronti
a volte mi spinge ad essere
esageratamente possessivo,
come pure mi ti fa imporre,
non so per qual motivo,
quanto per me già faresti
di tua spontanea volontà:
infatti, senza mai smettere,
di me ti prendi cura
sia con grande zelo
che con innegabile passione.
Ciò nonostante, io non mi arrendo
e, ignorando tutto il bene
che in continuazione tu mi mostri,
futili motivi spesso accampo,
ciascuno palese frutto
del mio me molto geloso;
impassibile passo allora
ad angosciarti quell'esistenza,
che il mio amore poco prima
già ti aveva fatto andare
in dolce visibilio.
Occorre quindi che da entrambi
si compia un grande sforzo,
capace di porre fine
a tutte le nostre liti
e di alimentare il nostro rapporto
di fiducia cieca e incrollabile;
solo così la viva fiamma,
che prende vita dal nostro amore,
non correrà più alcun rischio
di tremolare o di smorzarsi,
siccome fra noi due
verranno meno finalmente
i soliti screzi ingiustificati!
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Ti chiedo più
fiducia
Di me, amore mio,
non devi più diffidare,
specialmente quando
ti dico che ti amo;
anzi, mi chiedo stupefatto
come fai a non capirlo,
se il mio amore per te
è talmente grande
che riuscirebbe a riempire
l'intero universo.
Non traspare forse
dal mio volto allegro
che esso è sincero,
immenso e profondo?
Vorrei proprio che tu,
prezioso mio tesoro,
per intero ti mettessi
a misurarlo e a valutarlo;
così fin dall'inizio
ben ti accorgeresti
che, per portare avanti
una simile impresa,
avresti bisogno di sicuro
più del tempo di una vita.
Perciò presto finiresti
per rinunciare ad essa,
ma non senza esserti prima
pienamente convinta
di quanto è incommensurabile
quel mio amore per te
che, a mente serena
ma soprattutto lucida,
ti ho voluto consacrare
con tutto il cuore.
Ti esorto quindi
a prendere sul serio
questo mio amore
senza ombra e senza macchia,
che ha scelto te
come sua nuova compagna,
per dedicarle ogni attimo
della sua esistenza
e suscitare in lei
inesprimibili delizie.
Ma soprattutto voglio
vederti gioire in eterno,
farti smettere di correre
appresso alle speranze,
che finalmente saranno
costrette a dileguarsi,
dopo che il mio amore
le avrà fatte avverare!
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Come la
provvidenza
Mi sei apparsa davanti
come la provvidenza,
proprio nel momento in cui
sperduto e disorientato
venivo costretto a vagare
per un deserto che davanti
mi si estendeva infinito,
oltre che arido ed accidioso.
In quella circostanza
la mia grama esistenza
era dominata totalmente
da uno squallido grigiore,
che molto dispoticamente
la stava trasformando
in un penoso ghetto
di delusioni e di umiliazioni.
Conducevo una vita
solitaria e frastornata,
il buio più pesto
tappezzava le spesse pareti
che circondavano lugubri
la mia anima derelitta;
il niente soggiogava
il mio spirito avvilito
e nel mio animo sordo
rintronava il silenzio
delle mie paure ossessive
e delle mie incertezze,
quando tu, gioia mia,
sei venuta a salvarmi
dai miei tanti incubi
macabri e crudeli,
che mai smettevano
di torturarmi senza pietà.
C'è stata in me allora
una schiarita sfolgorante,
quando tu sei entrata
a far parte della mia vita:
l'ho sentita all'istante
rinascere e gioire,
mentre si liberava
dal suo cupo pessimismo
e serena si tuffava
nel mare dell'ottimismo.
Ogni parte di me
si è messa a pullulare
di certe sensazioni
fino allora sconosciute,
che in tutto il corpo
mi andavano suscitando
una felicità immensa
ed un godimento beato.
Intanto i miei pensieri,
risorti come funghi,
iniziavano ad amalgamarsi
con la mia fantasia,
che in quella circostanza
molto provvidenziale
aveva ripreso a guizzare
vivida ed alacre!
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Partenza
improvvisa
Sei partita, amore mio,
senza che fra noi due ci siano stati
né abbracci né baci,
senza che ci siamo espressa con gli occhi
l'amarezza e lo sconforto del cuore,
senza che ci siamo letta sul volto
l'angoscia e la sofferenza dell'anima,
senza che abbiamo avuto modo di avvertire
l'avvilimento profondo che permeava
i nostri due spiriti sbigottiti.
Sei dovuta partire all'improvviso,
lasciandomi tutto solo a piangere
la tua crudele lontananza,
che ora mi turba e mi fa impazzire,
mi dà in pasto all'ossessione
più assillante e più atroce;
anzi, sconcerta la mia esistenza,
che non ritrova più la sua pace
e si va tuffando senza sosta
in una folle disperazione.
Ma anche per te non sarà stato facile
intraprendere il lungo viaggio,
senza avermi prima salutato,
per cui ora stai soffrendo
come nessuno può immaginare;
sono convinto che ti avrà sorpresa
un invincibile scoramento,
che si è dato a trasformare la tua vita
in un calvario a cui solo puoi attingere
le terribili pene dell'inferno!
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Per te, mio
fiorellino!
Oggi, mio dolce fiorellino,
a te desidero ispirarmi,
a te intendo largire
con la massima passione
i miei versi amorosi.
Voglio sperare che da te
non vengano accolti con animo
sprezzante e risentito
(peggio ancora sarebbe
se con beffardo riso!),
bensì con gratitudine
e la dovuta comprensione.
Se agirai in questo modo,
ti dimostrerai cosciente
che essi ti provengono
da un vate gentile,
la cui sola colpa è quella
di ubbidire ciecamente
all'afflato poetico
e all'impulso dell'amore.
L'uno e l'altro tu devi
ritenere i veri responsabili,
se per te m'infiammo,
se per te mi esalto,
se per te a volte sragiono
e commetto ogni tipo di follia,
se con te oso fare
anche sogni proibiti.
Solo così riesco a placare
l'indomito mio spirito passionale,
assuefatto com'è da sempre
a condurre la sua esistenza
sull'onda delle emozioni
intense e travolgenti.
T'immagino e ti sento
tutta sensi frementi,
libertatari e insofferenti
di ogni realtà circoscritta,
che da parte loro vorrebbero
per niente sottoposta
sia a rigide restrizioni
che ad assurdi divieti.
Vorrebbero essi infatti avere
un universo tutto loro,
dove poter scorrazzare
felici e spensierati;
ma principalmente per riuscire
a dare libero sfogo
sia al loro prolifico estro
che al loro impeto animoso.
Perciò con i miei versi
vengo a darti una mano,
voglio con essi caldeggiare
ogni tua nobile aspirazione,
oltre che conferire
alle tue forti emozioni
il crisma prodigioso
dell'ineffabile percezione.
Vorrei poter sfiorare
quel tuo bel visino,
che lascia trasparire
tanta dolcezza e grazia;
vorrei in verità riempirlo
di baci e di carezze
e trasformare in gioia
la sua erubescenza.
Ti invito a sognare,
angelo mio benedetto,
all'ombra dei miei versi
ardenti e meravigliosi:
sono sicuro che essi
sapranno ben farti vivere
l'incanto della poesia
e le gioie dell'amore!
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Pensami!
Pensami, dolcezza del mio cuore,
ora che qualsiasi contatto
si è fra noi bruscamente interrotto,
ora che avverto insostenibile
il peso della tua mancanza,
ora che la tua suadente voce
è impedita a deliziarmi,
ora che le tue parole di sollievo
trovano ostacolo nel raggiungermi!
Pensami con tutto quell'amore
di cui ti vanti di provare per me,
con quella stessa calda passione
che è solita infiammare il mio spirito,
eccitare appieno i miei sensi,
rasserenare la mia anima abbattuta,
colmare magicamente il mio corpo
di mille estasianti sensazioni!
Pensami, come se fossi parte di te,
facendo fondere intimamente
i tuoi e i miei sospiri,
i tuoi e i miei desideri,
le tue e le mie ansie,
le tue e le mie emozioni,
il mio e il tuo corpo,
vivendo l'uno e l'altro
in un loro dolce amplesso.
Da parte mia, amore mio,
non posso che far lo stesso,
perciò dedicherò i miei pensieri
a te che mi ami con fervore;
rivivrò tutti quei bei momenti
che ci hanno visti gioire insieme
e scambiarci con grande tenerezza
tutto l'intenso nostro amore,
intanto che folle e incontinente
divampava in noi il delirio!
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Voglia di amarti
Assolutamente non accetta
questo mio cuore morente
di sentirti lontana,
trasfigurata versa la mia anima
in un'ambascia delirante,
mentre freme il mio spirito
e si agita senza trovar riposo.
Ma, al calare della notte,
ritornano dentro di me a regnare
la serenità e la rassegnazione,
poiché all'atmosfera perturbata,
che solo può recarmi il giorno,
subentra il fantastico clima dei ricordi,
che all'istante si mette a trasformare
ogni parte del mio corpo
in un'oasi di felicità.
Rammento così i baci e gli abbracci,
che da te erano soliti provenirmi
copiosi, ardenti ed eccitanti
e che finivano sempre per procurarmi
un intenso godimento,
il quale mirabilmente elettrizzava
i miei sensi già incantati.
E intanto che nella mia mente
vivi si susseguono i ricordi,
per la maggior parte soffusi
d'inebriante sensualità,
dentro di me vado avvertendo
irresistibile e capricciosa
una gran voglia di amarti!
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Inno alla donna
A te m'inchino,
dolce ed amabile creatura;
a te che del creato rappresenti
la forza prima,
il motore propulsore della vita!
Non fosti tu,
agli albori dell'umanità,
ad avere origine dall'uomo,
ma fu lui a provenire da te,
per cui nei millenni
ha sempre egli avvertito l'esigenza
di ritornare da dove era venuto,
per compenetrarsi e deliziarsi con te,
per dar vita gioiosa
nel tuo grembo fecondo
a nuovi umani germogli.
Da te, quindi, originò e prolificò
l'antropica specie;
da te derivarono i principi
che l'attivarono e l'avviarono
verso i suoi ignoti destini,
i quali mai hanno smesso di stupirci
e si sono sempre mostrati
tanto inimmaginabili
quanto affascinanti ed arcani.
A te, enigmatico essere,
i sovrani affidarono le sorti
dei loro prosperi regni;
ma parimenti essi fecero,
quando l'avverso destino
traballanti li rese.
Alla stessa stregua, fosti trattata
pure da eroi e condottieri,
che a te consacrarono orgogliosi
i primi le loro gesta
e le loro vittorie i secondi,
dopo che nel tuo nome
con temerità le ebbero compiute gli uni
e le ebbero gli altri conseguite
tra grandi ovazioni.
Ma le indubbie tue doti,
che ti fecero davvero onore,
o donna mirabile e seducente,
furono la grazia e la leggiadria;
una volta che furono ad esse paragonate,
si videro sminuire il loro prestigio
perfino le bellezze più rinomate
del grandioso universo.
Anzi, fin dal loro primo esistere,
tali tue doti fascinose
ispirarono cantori e poeti,
i quali giustamente vollero decantarle
con inni e carmi di pregio,
che sarebbero dovuti restare
gloriosi e imperituri nel tempo!
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