Luigi Orabona
Poetasenzanome

 


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sito: Le mie opere

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Sulle ali dell'amore

All'Amore
Se tu non ci fossi, Amore...
Nascita dell'Amore
Perché amai
L'uragano
Quel giorno...
Nostalgia
Ricordi?
Desiderio e rimpianto
Sempre ricorderò
Nei tuoi occhi
Dolce risveglio
Sono indegno di te
Lontano da te
Desiderio d'amore
Ti sono grato, amore mio!
Tu rappresenti per me...
Dove sei, amore mio?
E invano busso alla tua porta...
Non sarai più tu la mia musa
Resta con me, amore mio!
Piango per te
Perdonami, amore mio!
Grazie per ieri, amore!
Chi sei?
Era autentico il tuo amore?
Come una meteora
Per te avrei...
Ho tentato di dimenticarti
Come un vulcano in eruzione
E intanto che...
Tu non puoi...
Ti ho sognata
Alla mia amata
Ti vorrei
Alla mia consorte

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Home

Mesto ricordo di te
Sei come la primavera
Non saprei vivere senza di te
Non lasciarmi, amore mio!
Un ricordo indelebile
Al mio tesoro
Non ci riesco, amore mio!
Il nostro primo bacio
Per il tuo compleanno
Come se fosse ieri...
Che dire di te?
Prima notte d'incanto
Mentalità all'antica
Mai cesserò di amare
Non rinunciare all'amore
Torna presto, amore mio!
Niente vuoi concedermi?
Delusione
Decisione senza appello
I miei pensieri per te
Guarisci presto, amore mio!
Con te vorrei...
Devo crederti?
Rimpianti persecutori
Cos'è l'amore?
Piuttosto vorrei morire
Mai più liti tra noi due!
Ti chiedo più fiducia
Come la Provvidenza
Partenza improvvisa
Per te, mio fiorellino!
Pensami!
Ricordo ancora...
Voglia di amarti
Le preferenze dell'amore
Inno alla donna
 
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All'amore

Appena echeggiò argentino
il primo umano vagito
su questa nostra Terra novella,
il tuo leggiadro sorriso, Amore,
magico come un'aurora boreale,
abbagliò gli azzurri firmamenti
perché vi si librassero lievi
le tante sospirose passioni
dei futuri innumerevoli amanti.
Tu fosti intento poi,
con la tua bellezza e la tua grazia,
a lenire le ambasce
di quegli animi angustiati,
che al calice della passione amorosa
avidi avevano voluto sorbire
il tuo nèttare soave.
Gli spiriti anche accendesti
di focoso ardore,
di folle bramosia dei sensi,
di lascivi desideri incontrollabili,
che fecero strage di cuori
ed un monumento altissimo e immortale
decisero d'innalzare
a quel piacere e a quella gioia
che da te avevano origine beata.
Infine, Amore, ad esser sinceri,
fosti tu quasi sempre
nel corso dei millenni,
più che il sacro patrio dovere,
ad ispirare a prodi guerrieri e ad eroi
le mille inenarrabili gesta
che mutarono il corso della storia!

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Se tu non ci fossi, amore

Se tu non ci fossi, Amore,
perderebbe l'universo
il suo mistero,
verrebbe meno alle stelle
la loro magia,
più non conserverebbe il sole
il suo splendore,
sarebbe privata la luna
della sua poesia,
si ritroverebbe il mare
senza la sua maestà,
rimarrebbero privi i monti
della loro imponenza,
si svuoterebbe la natura
della sua vitalità,
sparirebbe nei fiori
il loro profumo,
non avrebbe più la vita
la sua ilarità.
Così pure il mondo
di tutti gli innamorati,
non più governato
dal tuo calore,
vedrebbe svanire
il suo dolce incanto,
diverrebbe un'essenza
arida e morta,
sprofonderebbe all'istante
nel baratro più profondo;
anzi, si ritroverebbe all'istante
nella notte più cieca,
errerebbe disorientato
per spazi senza mete,
rincorrerebbe unicamente
tempi senza speranze,
senza progetti e senza ideali,
ma solo col pungente sapore
di una cruda amarezza.

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Nascita dell'amore

Agli albori dell'universo,
imperava nel gelido cosmo
il caos primordiale;
poi l'onnipotente Iddio
venne ad irraggiarlo
con la grazia dell'amore,
che ovunque guizzò,
balenò, scintillò
ed anche s'impose
come legge regolatrice.
Sotto l'egida dell'amore,
subentrò allora la luce
alle tenebre ricalcitranti
e ovunque dilagò l'armonia
suprema e vittoriosa;
mentre in seno alla materia
cominciò la vita
a palpitare e a pullulare
rigogliosa e feconda.
Solo nello spirito dell'uomo,
che esso aveva prescelto
come sua dimora,
maestoso eresse l'amore
il suo tempio sacro,
perché le amorose passioni
vi potessero prima accendersi
e in seguito alimentarsi
col suo inestinguibile ardore.
Ma soprattutto l'amore
volle loro permettere
di cominciare a vivervi
il suo incanto soave,
in seno ad un'estasi
che già da allora
non poteva che preannunciarsi
travolgente e inebriante.

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Perchè amai

Amai, non per trascorrere
il banale attimo fuggente
di un puro atto sessuale;
amai, non per provare
l'ebbrezza parossistica
della sensualità scatenata;
amai, non per dominare
un caldo corpo fremente,
che sotto di me si asserviva
ad un piacere sfrenato;
amai, non per annientarmi,
qual io passivo e acquiescente,
nella sopita pace dei sensi.
Ma amai, solo per consentire
al bellicoso mio spirito,
sempre in balìa della passione,
di bruciare e di rigenerarsi
alla viva fiamma dell'amore.
La quale, ardendo di continuo
travolgente ed eterna,
viene intensamente alimentata
dall'armonica e ritmica effusione
di due esistenze innamorate
colte nel loro amplesso beato.

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L'uragano

Si avvicina l'uragano:
per te ci sarà pioggia;
cercherai un alloggio,
perché il tuo oramai
è rimasto senza tetto.
Ma ora che sotto il mio
per te non c'è più posto,
sai dirmi tu dove ti riparerai?
Per l'ultima volta allora,
siccome ti è dovuto,
ti accoglierò tra le mie braccia,
ti stringerò al mio dolore,
sentirò la tua disperazione;
mentre invano nel buio
tenterai di capire
questa mia assurda decisione,
che è tanto ingiusta quanto crudele.
E siccome a me l'arte
lenirà la sofferenza,
tu solamente sarai
il capro espiatorio
di questa umanità,
che uccide ma non perdona!

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Quel giorno...

Quel giorno,
noi due soli:
quasi un sol corpo resi
da quell'amplesso estuoso,
che ci aveva rapiti,
come per incanto,
alla nostra reale esistenza.
Veleggiavamo
per acque sconfinate,
ormai senza tempo,
rese tempestose
dai ritmi focosi
del crescente incalzar
della nostra bramosia amorosa.
Intorno a noi, invece,
tutta una procella di sospiri,
di deliri e di gemiti
tumultuava,
furoreggiava
e, voluttuosa e frenetica,
c'inondava e ci estasiava.
Nel contempo,
dono anche ci faceva
del dolce oblio
delle umane traversie!

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Nostalgia

Vanno i miei pensieri
rovistando senza sosta
dentro un passato trascorso
in una soave atmosfera
di passione amorosa
e di sublime incanto.
Il nèttare dell'amore
nutriva il mio spirito,
lo riempiva di gioia
e di dolce piacere,
nonché l'accendeva
di un intenso ardore.
Tutto sembrava allora
un vero idillio fatato,
che aveva la mia vita
completamente mutata
in un'oasi serena
d'ineffabili dolcezze.
Vicino a lei sentivo
il mio cuore palpitare
di gradevoli emozioni,
mentre s'infiammava
e si lasciava addolcire
da baci e da carezze.
Ora tutti questi ricordi
mi riaffiorano alla mente
e i tanti bei momenti
di quel passato incantato
vorrei che ancora oggi
venissero a consolarmi
con il loro magico potere!

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Ricordi?


Era la stagione che gli uccelli,
festosi per i campi fioriti,
eran dediti ai loro prolifici amori.
Tutto intorno a noi,
che furtivi c'eravamo impadroniti
di un appartato angolo di bosco,
intrecciavano essi divinamente
gorgheggi soavi e trilli melodiosi,
quasi a decantar con calore
quel loro tempo d'istinti amorosi.
Noi allora, che a poco a poco
c'eravamo andati inebriando
di una calda incontenibile passione,
ci sentimmo spingere a troncare
il nostro preludio discorsivo.
Infatti, ci accorgemmo che esso
stava solo facendo spazientire
i nostri due spiriti frementi,
che ora anelavano ad ogni costo
a fondersi incantevolmente
nel folle parossismo
del più travolgente degli amori.
Così ci ritrovammo all'improvviso
congiunti in un abbraccio
al quale partecipavano compiaciuti
il nostro spirito e il nostro corpo,
ambedue che soddisfacevano
con voluttà e senza remora
i tanti appetiti di concupiscenza.
E ci sembrò che il tempo più non esistesse,
anzi nel nulla ci parve essersi dissolto,
come per rendere più duratura
quella paradisiaca euforia dei sensi,
che di noi si era da tempo impossessata
e si andava in quel momento affrettando
a raggiungere con veemenza
la sua prorompente acme passionale.

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Desiderio e rimpianto

La mia voce è il silenzio:
un silenzio in cui sono suggellate
le grandi mie passioni,
ancora ardenti e indimenticabili,
di un passato assai lontano,
che non si lascia cancellare
dal turbinio di mille secoli,
essendo stato vissuto con un cuore
tutto pervaso della gioia dell'amore.
Il mio silenzio è desiderio:
un desiderio che fa rifiorire
nell'anima mia impallidita
dolci, bei, piacevoli ricordi
che davanti le pongono un passato
che davvero assaporò il gusto
di una gioia oltremodo sentita,
nonché uno scontento presente
sul cui volto si legge solamente
una viva ed inappagabile voglia
di tuffarsi per forza nel passato.
Il mio silenzio è soprattutto rimpianto:
un rimpianto che si erge assai superbo
sopra un profondo pentimento,
che è subentrato fatalmente
a quella folle decisione
che tutta rovinò quella che era
l'armonia di questo mio cuore
oramai depresso e distrutto,
innalzando su penose rovine
incoscientemente volute
un delirio senza quiete e senza speranze!

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Sempre ricordero'


Come potrei mai dimenticare
gli abbracci e i baci ardenti
che a iosa tu largisci
al mio spirito in tumulto,
che si lascia placar soltanto
dal tuo amore palpitante?
La mia gioia io la scorgo
nei tuoi occhi ammalianti,
ma solamente l'assaporo
sulle tue divine labbra,
che da innesco fanno spesso
alla serie di esplosioni
che subito dopo si susseguono
nelle mie frementi membra,
assoggettate come ormai sono
alla seducente tua passione.
Le più gradevoli sensazioni
dapprima avverto impossessarsi
di tutto il corpo mio vibrante,
che da esse si lascia cullare
ed anche spingere supinamente
nell'estasi inebriante
di un grande e folle amore.
Così dentro di me si accende
una fornace che va foggiando
infiniti impulsi passionali,
che nel mio focoso spirito
si scatenano e s'infiammano,
si dibattono e si fan guerra;
sembra anzi che nessuno e niente
possa alla fine controllarli.
Ma tu, compagna mia diletta,
sai di certo come domarli:
con le arti tue amatorie
e il loro fluido incantatore,
li abbonacci e li ammansisci,
li imbrigli e li riconcili,
riuscendo l'amor tuo esuberante
a renderli sazi tutti quanti
di ogni appetito e di ogni brama.

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Nei tuoi occhi

Luccica nei tuoi begli occhi
il desiderio della passione:
vagano essi per sentieri
dove s'intrecciano impudiche
voluttà ardenti e sfrenate,
mentre squarci indelebili
inseguono di un ricordo
rimasto ancora vivo
nel tuo cuore fremebondo.
In costume adamitico,
io vi scorgo fluttuare
due avvinghiati caldi corpi
in preda ad una danza,
che va scandendo senza sosta
piacevoli e ritmiche movenze
di un armonico amplesso,
intanto che intorno a loro
s'intensifica e si colora
un'echeggiante sinfonia
di beati gemiti amorosi.
Vorresti allor rivivere
quegli attimi di ebbrezza,
che nei tuoi occhi languidi
con nostalgia si riflettono
mentre si lasciano sfuggire
un larvato e procace invito,
che subito infiamma ed elettrizza
il mio spirito passionale.

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Dolce risveglio


In quel roseo mattino
di primavera già inoltrata,
festeggiava la famiglia degli gli uccelli
il radioso ritorno del sole;
così pure sopra il davanzale
della finestra della nostra camera,
due piccole allodole gioconde
accoglievano l'evento
con dolci effusioni amorose.
Bastò quel corteggiarsi candido
dei due premurosi volatili,
bastò quel loro naturale intrecciare
così singolari estrosi trastulli
a suscitar tra me e la mia compagna,
benché facesse il sonno ancora capolino
nei nostri occhi semichiusi,
un'improvvisa ed elettrizzante atmosfera,
che andò in noi accendendo
una impetuosa ed infuocata passione.

Ci sentimmo, ad un tratto, l'un l'altra
cercare avidamente:
ci cercavamo con gli occhi, con le mani,
ma di più con le labbra,
che andavano ovunque attingendo
l'ambrosia sublime dell'amore.
Sembravano i nostri corpi
esser diventati insolitamente grandi
per le nostre mani,
sebbene più lunghe in quella circostanza:
di continuo venivano da esse
sfiorati, accarezzati e palpeggiati,
come per sentirvi dentro agitarsi
il fremente ed irruente ardore
dell'incipiente ebbrezza passionale.
Poi l'intima fusione dei nostri corpi
segnò il suggestivo ultimo atto
di quella amena aurora trascolorante,
che tanti assurdi e voluttuosi appetiti
aveva visti ardere in noi,
che tanto sovrumano appagamento
aveva visto prender posto
nella nostra interiorità estasiata.
Ma soprattutto compiaciuta
aveva essa assistito
che alla bizzarria dei nostri impulsi sfrenati,
vedendoli quasi imitar l'estro
di quella fantasmagoria di colori
che nel cielo la luce andava disseminando.

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Sono indegno di te

Grande è stata la mia follia,
se di te ho potuto
vilmente dubitare
e se la nobile tua anima
mi sono permesso cinicamente
di disprezzare e bistrattare,
anche se sotto l'impulso
della cieca gelosia.
Senza pensarci due volte,
quell'onore che per te era sacro
ho offeso e calpestato,
mortalmente ho ferito...
Perciò se la tua collera
sopra di me vorrà abbattersi
come un disastroso ciclone,
è giusto che ciò avvenga
e alla fine il colpevole paghi!
Sono diventato oramai
del tutto indegno di te,
del tuo amore e del tuo rispetto.
E intanto che pentimento e rimpianto
il cuore mi corrodono,
rassegnato attendo
che venga la furia ciclonica
a portarmi via con sé
per disperdermi nel nulla!

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Lontano da te

Circostanze avverse, amore mio,
mi costringono a soggiornare
lontano da te più di mille miglia,
senza curarsi per niente
di questo mio cuore abbattuto
che tormentose angosce soltanto
va penosamente ereditando
da un tempo tiranno e crudele,
che all'improvviso pare si sia
a mio dispetto fermato.

Perciò brancolo esterrefatto
per angusti e bui meandri,
dove l'inquietudine
e tanti incubi ossessivi,
facendo la parte da leone,
tengono saldamente inchiodato
il mio spirito avvilito
a terribili visioni in movimento
su sfondi allucinanti.

Invano serro forte gli occhi
per non vedere,
mi tappo con le mani le orecchie
per non sentire,
determinato mi sforzo anche
di non pensare
a questa mia situazione
macabra e infernale,
poiché ogni mio tentativo
operato in tal senso
riesce solo ad approdare
ad un nulla di fatto.

Oh, se tu potessi
essermi adesso vicina
e guarirmi del male
che dentro mi va
rodendo e struggendo!

Come non mi è mai capitato,
io avverto la mancanza
dei tuoi ardenti baci
e in nessun modo tollero
vedermi risvegliare
totalmente privo
dei tuoi abbracci calorosi,
gli unici a sapere
in che modo avviarmi
per i piacevoli sentieri
della sublime delizia.

Ma anche penso a te,
dolce amore mio,
penso alla tua pena
e alla tua disperazione,
che del tuo cuore,
rimasto anch'esso solo,
di sicuro staranno facendo
un crudelissimo strazio.

Ciò rende più penosa
l'odierna mia esistenza,
mentre già si rattrista
e si amareggia a non dirsi,
siccome dinanzi a sé
non scorge altra alternativa
che accettare remissivamente
la cieca e preponderante
forza del destino!


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Non lasciarmi, amore mio

Vuoi tu, amore mio,
estromettermi per sempre
dalla tua dolce vita,
dopo che da me hai ricevuto
l'involontaria offesa che sai?
Vuoi davvero condannarmi
alla tua deprimente noncuranza,
oltre che al tuo disprezzo
severo e inappellabile?

Spero che la tua collera,
come pure il tuo proposito
di non considerarmi più
il tuo amore insostituibile,
si limitino ad un risentimento
trascurabile e temporaneo,
senza rivelarsi cinicamente
un atto di rivalsa irreversibile!

Altrimenti, la mia anima condanneresti
ad un autentico inferno,
trasformeresti la mia vita
in un dramma atroce e inaudito,
arrecheresti al mio cuore
un tormento senza precedenti.

Ma avverto nel mio intimo
che la tua nobiltà d'animo,
quella che sempre ha campeggiato
in tutte le tue decisioni,
giammai ti farà cedere
ad un'ira inflessibile,
per cui essa anche questa volta
sono certo che ti consiglierà
di concedermi il tuo perdono.

Quindi t'imploro, mia diletta,
di restare mia perennemente
e di non ritenere la tempesta,
che ti ha investita a causa mia,
un contrasto duraturo e insanabile,
oltre che un circostanza
oltremodo sgradevole e irreparabile.

Piuttosto ti suggerisco di pensare
che ci aspettano giorni beati,
poiché li erediteremo molto presto
dal nostro limpido amore,
tra tanti gioiosi sospiri
e varie intense emozioni,
che ci regaleranno di continuo
momenti incredibili di passionalità
estuosa e travolgente.

Sì, non lasciarmi piangere
tutto solo col mio dolore,
poiché se tu lo facessi,
per sempre saresti bersagliata
da terrificanti sensi di colpa,
che ti tormenterebbero l'esistenza;
anzi, te la racchiuderebbero
nel più esacerbante dei rimorsi.

Né trascorrerebbe la mia esistenza
il suo tempo diversamente dalla tua,
siccome anch'essa si vedrebbe
trascinare nel tormentoso baratro
dell'accidia totale,
oltre che del suicidio forzato
del sentimento e dell'intelletto.

Senza dubbio verrebbe sopraffatta
dal collasso di ogni sua energia
sia fisica che intellettiva,
fino a rovinare spaventosamente
nel totale spegnimento
del proprio io volitivo.

Analoga sorte accadrebbe
al mio sventurato cuore,
da cui agghiaccianti si leverebbero
lamenti di disperazione;
ma soprattutto sempre di più
vi si andrebbero ammassando
ambasce costernanti,
oltre che crudeli amarezze.

Perciò, fiamma del mio amore,
non impormi barbaramente
questa prospettiva d'inferno,
che, con tinte livide e fosche,
già mi si va delineando davanti
burrascosa e tremenda,
traumatizzando e sopprimendo
quel mio depresso spirito
che solamente vuol decantare
tanto le tue sane virtù
quanto la tua bellezza!



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Un ricordo indelebile

Tuttora indelebile
resta nella mia mente
il nostro primo approccio
avvenuto in un bosco,
dove a noi circostanti
le varie specie d'uccelli
si davano ad armonizzare
il nostro intimo rapporto
con un inserto soave
di melodiosi gorgheggi.

Frattanto che discorrevamo
con particolare calore,
tra noi fervidi innamorati
si era venuta a creare
una magica atmosfera
d'incantevole idillio,
che divinamente sublimava
quella nostra esistenza
e l'addolciva come non mai.

Non smettevano allora
le esperte tue mani
di giocare teneramente
con la mia chioma arruffata;
sconvolgendola ancor più
con le loro carezze,
di continuo la mettevano
in gradevole subbuglio.

Al tocco delle tue dita
lievemente elettrizzanti,
davvero mi sentivo andare
interamente in solluchero,
perché sotto la pelle
avvertivo serpeggiare
una sensazione mai provata,
che trascinava beatamente
tutti i nostri pensieri
in quel magico mondo
dove ogni cosa concorre
ad una divina felicità.

Seguì poco dopo,
da noi tanto atteso,
un bacio passionale
che subito operò in noi
una tale immedesimazione,
da sembrarci lì per lì
quasi trascendentale.

Per cui la congiuntura
della salda unione
dei nostri due spiriti
abbastanza esaltati
finì improvvisamente
per perdersi all'istante
oltre tutto ciò che era
ignoto e inaccessibile.

Bramavamo appagarci
solo di noi stessi,
volevamo sentire palpitare
i fervidi nostri cuori
e coglierli mentre esprimevano
con ritmo frenetico
l'esilarante festa
di quel paradisiaco momento.

Ci sentivamo deliziati
e completare a vicenda;
perciò, al solo pensiero
di una nostra separazione,
ci vedevamo avviluppare
dalla tetra e vorace notte.

Perciò le implorazioni
più accese e sentite
ansiosi noi rivolgevamo
ad ogni divinità benefica,
perché a quegli istanti ameni
fosse permesso di protrarsi
per un tempo infinito,
come se fossero dei nostri
inseparabili compagni.

Alla fine eravamo congiunti
così inseparabilmente,
che non eravamo in grado
di accorgerci per niente
del bel mondo naturale
che ci circondava:
oltre alla nostra passione
nessun'altra cosa, infatti,
riusciva a farsi ritenere
in qualche modo esistente.

Il nostro intenso amore
si dimostrava perciò
un promotore di vita,
di benessere e di gioia;
era anzi da considerarsi
l'ardore che ci teneva
in un grande entusiasmo
mirabile e suggestivo.


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Al mio tesoro

Dolce e caro mio tesoro,
in me vorrei farti stare
ogniqualvolta io penso a te:
sentiresti come il mio cuore
palpita e vibra di commozione;
apprenderesti come il mio spirito
si accende e si entusiasma,
al solo tuo ricordo.
Se qualche penoso pensiero
in quel momento mi opprime,
quasi come per prodigio,
all'improvviso lo vedo allora
abbandonarmi e scomparire.
Solo così ridivento spensierato
e all'istante mi trasferisco
nel mondo meraviglioso
della serenità e della gioia.
Il mio amore per te è grande,
quanto lo è l'immenso universo;
il mio amore per te è limpido,
come lo è la fonte di un ruscello;
il mio amore per te è ardente,
come lo è la fiamma del fuoco.

Se tu dovessi venirmi a mancare,
a te di sicuro non sopravvivrei;
mi sentirei invece precipitare
in un nulla sconfinato e tenebroso.
Perfino il mio animo perderebbe
la sua abituale forza di volontà,
come pure lo vedrei accasciarsi
nella più cupa malinconia.
Analoga sorte subirebbe il mio cuore,
che si vedrebbe scaraventare
nel profondo e gelido baratro
dove tutti cadono in oblio
i deliziosi pensieri dell'amore,
per cui esso non potrebbe evitare
di provare il suo schianto mortale.
Perciò desidero sempre tenerti
ben stretta tra le mie braccia,
per succhiare dalle tue labbra
l'intero inestinguibile ardore,
che copioso e sublime
va sgorgando ogni momento
dal tuo spirito passionale!

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Non ci riesco, amore mio

Tu mi vorresti,
nella nostra relazione,
moderato, equilibrato;
ma soprattutto rispettoso
del tuo bel corpo,
che ai miei occhi si presenta
incantevole e seducente
nelle sue impeccabili fattezze.

Tu vorresti che l'amore,
che per te nutro forte,
fosse semplicemente platonico
e per nulla sensuale;
vorresti che ti amassi
solo con lo spirito,
a discapito della mia
focosa passionalità.

Tu anche vorresti
che io nel mio intimo
reprimessi i tanti sensi
improntati a pura carnalità
e unicamente prediligessi
quei soli sentimenti
che puntano dritti
all'inaridimento del cuore.

Tu vorresti da folle
che il vulcano di sensualità,
che dentro il mio corpo
va ribollendo senza tregua,
venisse da me di continuo
raffreddato e frenato;
oppure venisse ignorato,
se non proprio spento.

Così ti sentiresti
più tranquilla e più sicura,
finalmente protetta
dai miei assalti vogliosi,
perché avresti davanti
un essere mansueto
senza più un grammo
della sua virilità.

Ma davvero non riesco,
dolce amor mio,
a comprendere e ad accettare
queste tue assurde pretese,
che mi vorrebbero appunto
ridotto ad un uomo
che fosse del tutto votato
ad una castrazione masochista.

Da parte mia, ti assicuro
che giammai mi piegherò
a fare miei davvero
tali tuoi principi innaturali,
che nell'uomo non solo tendono
a produrre la pace dei sensi
ma anche ad atrofizzare
la vitalità dello spirito.

Invece io ho bisogno
di esplodere a tutto campo,
quando l'amore coltivo
e intensamente lo vivo,
siccome in me avverto
un frenetico impulso
che a ogni costo non vuole
sentirsi come inibito.

Anzi, esso desidera
sfogarsi a tutto spiano,
dandosi ad arrembaggi
di una folle lussuria,
fino a quando col suo estro
non ha appieno raggiunto
le sublimi e dolci vette
del godimento sensuale.


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Il nostro primo bacio

Ricordi, amore mio,
il nostro primo bacio,
quello che ci demmo
in riva al mare,
dopo che finalmente
venne in noi a cessare
quel nostro iniziale
pavido imbarazzo?

Era un giorno in cui
il regno di Posidone
in modo insolito
si mostrava agitato;
sferzavano coi suoi marosi
l'aspra costa rocciosa,
seppellendola interamente
sotto una coltre di spuma.

Come se io fossi l'onda
e tu la nuda roccia,
mi spinse l'impulso
a stringerti tra le braccia;
solo che non fu la schiuma
ma la calda mia passione
ad inondarti tutta
col suo immenso ardore.

Neppure avemmo il tempo
di rendercene conto,
che già le nostre labbra
si erano congiunte;
se prima si erano cercate
senza alcuno indugio,
badavano dopo a fondersi
in preda al desiderio.

Tra l'ebbrezza dei sensi
e il gaudio dello spirito,
si andò così consumando
quel nostro intimo bacio;
l'estasi e la dolcezza
di quel magico momento
ci esaltavano il corpo
e ci sublimavano l'anima.

Quando poi venne a svanire
quel mirabile incantesimo,
che saturo era stato
d'indicibili effusioni,
avvertimmo che in noi
qualcosa era cambiato,
che ci faceva desiderare
molto più di prima.

In verità in entrambi
era nato un grande amore,
che già i nostri cuori
stava facendo bruciare;
anzi, faceva loro assaggiare
le gustose primizie
di quella ghiotta raccolta
assegnataci dal destino!


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Per il tuo compleanno

Siccome tu rappresenti
la mia musa attuale
ed anche ricorre
il tuo giorno genetliaco,
sono lieto di dedicarti
gli odierni miei versi:
così avrai di sicuro
il cuore addolcito
da una mia poesia
elettrizzante e passionale.
Sei una donna d'eccezione,
sensibile e molto fine,
ami vivere intensamente,
come nessun'altra persona;
al cospetto della natura,
gaia sorridi e gioisci
e dedichi a me soltanto
i tuoi sospiri amorosi.
Nutro nei tuoi confronti
una grande venerazione,
perciò vorrei averti vicina
come compagna della vita;
vorrei pure dedicarti
tutti gli anni e i giorni miei,
per deliziarti la vita
con il mio intenso amore.

A te sono quest'oggi
esclusivamente riservati
tutti i miei abbracci
e i miei baci ardenti;
anzi, con parole magiche
e dolcissime carezze
intendo in te far germinare
il più pieno godimento.
Voglio che nel tuo cuore
venga a farsi sentire
quella vera felicità
che giammai altra donna,
pur nei momenti più belli
della sua esistenza,
ha avuto modo di conoscere
e ancor meno di vivere.
Grazie inoltre di cuore,
per la fiducia che in me hai,
che vorrei ricambiarti
con la parte mia migliore;
intanto ti prego di accettare
gli splendidi miei auguri
che possa presto avverarsi
il tuo sogno d'amore!

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Come se fosse ieri...

Nitida, mia cara, a un tratto mi appare
la tua verde e soave visione
che, quasi riemergendo smagliante
dai remoti anni trascorsi,
con spiccata grazia e leggiadria
si va dipanando agli occhi miei;
direi che non si dà affatto al risparmio,
mentre mostra con fierezza
le sue forme mirabili e seducenti
e tutt'intorno a sé sparge
i suoi elettrizzanti sospiri.
Allo stesso modo di allora,
sprizzando ovunque giovanile ardore,
hai ripreso a iosa a largirmi
la tua calda passione amorosa;
anzi, ancora una volta hai iniziato
a travolgere la mia esistenza
con quel tuo irrompente amore,
che è stato sempre intenso e inebriante
e non ha mai fatto fatica
a far scatenare in tutto il mio corpo
l'eccitante ebbrezza dei sensi.
Così, proprio come se fosse ieri,
si va riaccendendo nel mio spirito,
poco alla volta e inarrestabile,
quell'antico furore guerresco,
che in intime e allettevoli alcove
ha sempre combattuto le sue battaglie,
facendovi grande strage di cuori.
Intanto mi si affacciano alla mente
riverberi di licenziosi ricordi
appartenenti ad un passato lontano,
che sembrava in me oramai svanito
e che invece con sorpresa riscopro
tempestoso e mai tramontato!

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Che dire di te?


Sei entrata da poco
nella mia vita serena
e già in subbuglio
hai messo la mia psiche;
anzi, con prepotenza
dentro vi hai versato
tutto quanto fa parte
dell'instabile tua natura,
cioè ansie e timori,
sospetti e gelosie.

Ti mostri ansiosa
di volermi sempre vicino,
temi che un giorno
io ti possa lasciare,
a volte addirittura
sospetti che non t'ami
come il mio cuore
ti va manifestando;
ma soprattutto ti mostri
terribilmente gelosa.

Hai suscitato in me
parecchio trambusto,
che il tuo folle amore
illimitato e possessivo
va giorno per giorno
sempre di più alimentando;
né ti dai alcun pensiero
che possa anch'io
aver bisogno di pace
e di tanta serenità.

Ma lo stesso ti ritengo
mia preziosa compagna,
visto che da te
mi provengono soprattutto
inesprimibili momenti
di copiosa felicità,
dei quali a un tempo
m'inebrio e mi esalto,
valicando i confini
della pura moderazione.

Infatti, tu ti mostri
particolarmente esperta
nel dare fuoco e colorito
alla tua intensa passione,
che ogni volta disinibita
fai tu sbizzarrire;
così ecciti a non finire
il mio spirito già focoso
e appositamente lo inciti
a tanti erotici giochi.

Né io, da parte mia,
mi dimostro da meno,
essendo l'erotismo
la mia specialità;
anzi, facendo faville
in ogni nostro amplesso,
t'investo con un turbinio
di piacevoli estri amorosi
che vengono ad infonderti
l'assoluto piacere!

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Desiderio d'amore

Sogni d'incanto
hanno questa notte popolato
il sonno mio profondo
ed hanno anche favorito
un mio beato risveglio.
Tu, compagna mia diletta,
ovunque spargendo sospiri amorosi,
intorno a me aleggiavi
bellissima e sensuale,
proprio com'era l'avvenente Afrodite
nel preciso istante che sorgeva
dalla sua conchiglia prodigiosa.
E, uguale a lei, anche ti mostravi
fascinosa e seducente
in quelle tue nudità leggiadre.
Ma or che sveglio mi ritrovo,
è la mia mente ancora intenta
alle forme tue meravigliose,
così procaci e inebrianti,
così divine ed impeccabili,
che il solo loro ricordo
riesce ad accendere intensamente
i miei sensi e la mia passione,
facendovi nascere e fermentare
una pazza voglia di amarti.
Vorrei perciò tanto rituffarmi,
come la notte scorsa,
tra le melliflue voluttà
del soave amor tuo!

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Ti sono grato, amore mio

Erano tanti ormai gli anni,
ciascuno lungo una eternità,
che io stavo vivendo
nell'oblio di me stesso:
il calore dell'amore
mi aveva abbandonato,
facendo quasi inaridire
la mia anima derelitta.

Il mio tempo trascorreva
in una gelida bufera,
per cui sentivo sentro di me
che tutto mi opprimeva;
anzi mi costringeva
con oltraggiosa prepotenza
ad una vita negletta
e senza alcuna speranza.

Era come se vivessi
nelle tenebre più buie,
era come se vagassi
per aride contrade,
che neppure mi consentivano
il più piccolo barlume
della mia trascorsa
ardente passionalità.

Perciò impotente assistevo
all'agonia dei miei sensi;
inorridivo, al veder
spegnersi poco alla volta
l'intera mia passione
non più esuberante,
essendo stata deprivata
per moltissimo tempo
dell'inestinguibile fuoco
che proviene dall'amore.

Ma poi sei giunta tu,
quale fulgida stella,
a rischiarare abbastanza
il nebuloso sentiero
che percorrevo in balia
della mia tristezza,
non potendo assaggiare
la gioia di quell'emozione
che solo i forti sentimenti
sanno con arte suscitare.

Così mi hai irraggiato
di luce incomparabile,
mi hai interamente inondato
della tua calda passione,
hai rigenerato a meraviglia
le forze del mio spirito,
che alla novella vita
immantinente si è riproposto
battagliero come prima.

Sono state le insidie
del tuo cuore trepidante,
sono state le tue effusioni
traboccanti d'amore
a far scatenare in me
con piacevole violenza
una voglia sterminata di
vivere e di amare.

Con la tua arte amatoria,
così intensa e maliosa,
di nuovo sei riuscita
ad accendere in me
tutti quegli impulsi,
che un tempo si presentavano
smaniosi e incontrollabili
e che credevo oramai
già sopiti per sempre;
invece, grazie a te,
amica mia diletta,
si sono essi riscattati
dall'abisso della disperazione!

Anzi ora essi anelano
a dar sfogo senza remore
alla loro sensualità
sfrenata e furibonda,
vogliono anche espugnare
con assalti voluttuosi
quell'agognata rocca
che è la dimora del tuo cuore.

Vuoi tu, dolce amor mio,
accettare compiacente
il loro lungo assedio
irrompente e focoso?
Vuoi tu assecondarli
nella loro opera pervicace
di arrembaggio folle
e oltremodo trasgressivo?
Dopo che li hai destati
dal loro letargico torpore,
ti senti ora di nutrirli
com'essi vorrebbero?

No, da te non subito
desidero alcuna risposta
poiché intendo da me
scoprire la verità;
sì, voglio io vedere
quanto saprai resistere
alla insistente procella
di baci e di carezze,
che presto da parte mia
ti investirà senza parsimonia
e farà fremere a non dirsi
il tuo corpo inebriato
d'inesprimibili gioie
da te mai provate!

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Tu rappresenti per me

Sei la mia vita,
sei la mia morte,
sei il mio tempo che fugge,
sei la mia speranza sempre viva,
sei la luce della mia anima,
sei la forza del mio spirito,
sei la potenza del mio amore.
Le mie labbra vogliono
pronunciare solo il tuo nome;
i miei occhi desiderano
contemplare solo il tuo volto;
le mie orecchie sono intente
ad ascoltare solo la tua voce;
la mia mente pretende
di spaziare solo nel tuo ricordo;
il mio cuore non fa altro
che amare solo e sempre te.
Tu sei il sole,
io sono la terra:
perciò di te ho bisogno
per restare in vita.
I tuoi raggi solamente
Riescono a farmi sorridere:
essi mi cospargono l'esistenza
di meravigliosi tesori;
se mi venissero meno,
sarei subito tentato
di disfarmi nel nulla...
Sei il motivo delle battaglie,
che vado facendo con me stesso:
sei il meritato premio,

che ottengo vincendole,
sei la stessa soddisfazione,
che provo facendole.
Si direbbe che in me ci sia
metà del tuo spirito,
poiché ogni attimo ti sento
partecipe dei miei dolori,
delle mie ansie, delle mie gioie.
Ti sento dentro di me
che ti agiti e ribolli,
ti elevi e ti scagli
con furore animoso
verso tutto quanto è ignoto,
indefinibile e misterioso;
ma anche ti sento ridiscendere,
ridimensionarti nell'impeto,
rasserenarti e arrenderti
al caleidoscopio dei ricordi.
Tu tutta alimenti
la mia vita interiore,
che in te si concentra,
si rafforza e vibra
d'innumerevoli suggestioni.
Da te apprendo infine
che la vita è tanto più bella
quanto più ci viene contesa
dalle avversità del momento,
la cui sconfitta da parte nostra
ci dà un senso di orgoglio,
la giusta pretesa di essere,
la vera essenza della vita.

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Prima notte d'incanto

Già prima che l'alcova
ci ospitasse compiaciuta,
fremevano i nostri corpi,
deliravano i nostri spiriti,
in attesa che il dolce evento,
da noi a lungo agognato,
portasse gli uni e gli altri
alla loro prima fusione.
Quando poi ci ritrovammo
avvinghiati l'uno all'altra,
cominciarono dentro di noi
ad esplodere i nostri sensi,
che già si mostravano eccitati
e si sbizzarrivano in mille modi,
per raggiungere ad ogni costo
il loro massimo godimento.
Né remore né indugi
vennero ad intralciarci
il cammino che ci conduceva
a quell'importante esperienza,
poiché in noi era forte
lo sfrenato desiderio
di giungere quanto prima
alla sospirata penetrazione.
S'intensificavano i nostri baci
in quel delirio di carnalità:
essi avevano come meta
ciascuna parte dei nostri corpi,
per tempestarla di carezze
e suscitarvi quei fremiti
che possono solo provenire
da sovrumane sensazioni.
Appena si fusero i nostri corpi
e s'immedesimarono i nostri spiriti,
intorno a noi ci fu una pioggia
d'intense e gradevoli emozioni;
mentre nel nostro intimo,
sotto la spinta della lussuria,
andava divampando inarrestabile
la nostra carica passionale!

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Mentalità all'antica

Le tue nudità aggraziate,
che estrinsecano pienamente
il tuo candore verginale,
mi scombussolano la mente,
mi sovreccitano i sensi,
fanno nascere dentro di me
stupore, brama e tanta pena.
Senza volere, tu mi torturi,
mi rendi impossibile l'esistenza,
in un inferno me la trasformi
con la tua mentalità all'antica,
che è legata a dei principi
che reprimere sanno soltanto
la sensibilità della persona,
oltre che infliggere ad un cuore
tutto dedito alla passione
molte sofferenze inaudite.
Io con te vorrei raggiungere
l'acme dell'emozione,
vorrei colmare il tuo corpo
d'ineffabili sensazioni,
suscitandovi divinamente
infiniti fremiti di piacere;
vorrei pure che tu venissi
inebriata ed esaltata
dall'estasi passionale,
mentre di te s'impossessa
e ti consegna sublimemente
al più folle godimento.
Ma tu forse del tutto ignori
che non necessariamente
si deve ricorrere all'amplesso,
per raccogliere i soavi frutti
che l'albero dell'amore
ci mette a disposizione,
siccome ad essi si può arrivare
anche per strade diverse,
che ci si rivelano a volte
più coinvolgenti e più gradite!

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Mai cesserò di amare

Mai cesserò di amare,
perché rappresenta l'amore
il sostentamento del mio spirito,
la linfa vitale del mio organismo,
l'ossigeno prezioso del mio cuore,
la beata serenità della mia anima,
l'antidoto ad ogni mio tormento.
Mai cesserò di amare,
perché mi procura l'amore
quel gaudio immenso e indefinibile
che mi catapulta in una amena realtà,
che mi fa vivere i sogni più belli,
che trasforma la mia esistenza
in un'oasi di magica tenerezza.
Mai cesserò di amare,
perché in me suscita l'amore
un intenso desiderio di vivere,
l'incanto e il fascino della poesia,
il sano equilibrio della ragione;
inoltre, permea di dolcezza infinita
ogni mio stato di cupa malinconia.
Mai cesserò di amare,
perché in me accende l'amore
la benefica fiamma dell'ottimismo,
il grande ardore della passione,
il razionale senso dell'armonia,
il vivo attaccamento alla natura,
la vasta gamma dei sentimenti.
Perciò amerò, amerò, amerò,
senza limiti e senza esitazione,
senza inibizione e senza rimorso,
finché nel corpo non mi resterà
l'ultimo frammento di vita
e non si sarà spento nella mia mente
l'estremo barlume della coscienza!

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Non rinunciare sull'amore

Ti sei vista crollare
tutto il mondo addosso,
quando perfidamente
lui ti ha lasciata,
anzi ti sei sentita
molto offesa e tradita,
ed hai anche avvertito
il tuo orgoglio ferito;
soprattutto hai ritenuto
gravemente leso
lo schietto amore
che avevi a lui donato,
poiché un valido motivo
non hai intravisto
nella sua decisione
spregiudicata e cinica.

Per un momento in te
è stato come se il cuore
ti venisse spezzato
da un immenso dolore
insanabile e struggente,
come se l'animo
ti venisse travolto
da un'intima ambascia
trafittiva e avvilente,
come se la mente
ti venisse ottenebrata
dalla disperazione
più cupa e più folle.

Poi, messa al bando
la scioccante esperienza,
con durezza hai reagito
con tutta te stessa,
ma non contro colui
che in te aveva cagionato
un dissesto psicologico;
bensì contro l'intera
popolazione maschile,
includendo nella tua rabbia
perfino quell'amore
che ti aveva regalato
tantissimi momenti
indimenticabili e soavi.

Ingiustamente ora continui
a scagliarti pure contro chi
non ha nessunissima colpa
in tanto male insanabile
che ti è stato arrecato,
aggredendo alla cieca
qualunque passione amorosa;
anzi, di essa ti prendi
cinicamente gioco
e, rinunciando a fare
buon uso della ragione,
il più delle volte
l'offendi e la calpesti.

Però è assolutamente errato
questo tuo modo di reagire,
quando l'amor nostro genuino
viene da qualcuno deluso,
poiché non possiamo
ritenere tale persona
la sola che ha il monopolio
della nostra felicità.

Io ti posso garantire
che ce ne sono tante altre
che non solo sono degne
del nostro amore sincero,
ma sono anche disposte
a sanarlo di ogni ferita
e a ricambiarlo con il loro,
dimostrandoci a un tempo
grande generosità e stima.

Ecco perché ti esorto
a dedicare il tuo amore
senza alcuna esitazione
a quel corteggiatore
che davvero lo merita,
dal momento che qualcuno
scapato e dissennato
se n'è mostrato indegno
e non l'ha trattato
con il dovuto rispetto.

Vedrai allora quanto prima
che nel tuo cuore inaridito
nuovamente ritornerà
a germogliare la passione,
che finirà per infondere
nella tua negletta esistenza
tutta una vitalità nuova
improntata all'ottimismo;
ma soprattutto essa ridarà
slancio al tuo spirito,
che con spensieratezza
riprenderà così a volare
sulle ali dell'amore.

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Torna presto, amore mio

Anche se per validi motivi,
sei sparita, tesoro mio,
sottraendoti agli occhi miei,
che per questo hanno smesso
di sorridere e di gioire;
mi hai pure lasciato il cuore
nella più amara tristezza:
esso avverte dentro di sé
soltanto dolori lancinanti,
come se dei pugnali acuminati
lo lacerassero e gli arrecassero
tante ferite micidiali.
Da parte sua, il mio animo
si è immerso all'improvviso
nella più cupa malinconia;
ce lo costringe il tenebrore
che intorno gli si è ammassato,
dopo che il suo sole radioso
ha cessato d'inondarlo
della sua benefica luce.
Torna presto, amore mio,
poiché ho un gran bisogno
dei baci e delle carezze
che tu sola sai prodigarmi
e che in me sanno destare
il fuoco della passione.
Così baldanzoso potrò ridarmi
alle mie scorrerie amorose
in ogni parte del tuo corpo
e vi potrò anche profondere
dolci e gradevoli tenerezze,
finché in te non avrò suscitato
quell'intenso e folle piacere
che saprà farti assaggiare
la gioia più sentita e più ineffabile.

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Dove sei, amore mio?

D'improvviso, amore mio,
la buia notte
è calata intorno a te:
ti ha circondata con una barriera,
che non si lascia penetrare
dallo sguardo di nessuno.
Privo della tua esistenza,
adesso il mio cuore
si presenta dilaniato
dallo strazio più grande;
non sopporta la pena
che amara ed immensa
gli proviene dal suo tormento.
Mie luccicanti stelle
e mia splendente luna,
è mai possibile che anche voi
non vi muoviate a compassione
del mio cuore derelitto?
Su, venite in mio soccorso,
squarciate questa notte,
che nella tenebra più fitta
l'esistenza ha involta
della mia dolce amata.
Dove sei, amor mio?
Dove ti sei rifugiata
per sfogare la tua collera
e piangere indisturbata
l'offesa ricevuta?
Sono davvero contrito
per il dolore che ti ho recato,
sono in preda alla disperazione
e non so più cosa fare:
posso solo assicurarti
con animo sincero e triste
che per te e con te
piango e mi distruggo anch'io!

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E invano busso alla tua porta...


Non vuoi più tu, mia musa diletta,
che io venga a trovarti sul Parnaso
per ricevere da te quell'ispirazione
che rende i miei versi ardenti e desiderati?
Fino a quando la tua collera
imperterrita e furibonda
ha deciso d'imperversare implacabile
sul mio spirito angustiato
e di funestarlo nel contempo
con la noncuranza e col disprezzo?
Quanto ancora dovrò patire
ed essere vittima bersagliata
dalla tua inflessibile durezza di cuore?
Così ottenebri la mia mente,
fai accasciare il mio spirito,
scagli impietosa contro il mio animo
pungenti strali di rancore.
E invano busso alla tua porta,
che ti ostini a non aprire
al mio amore rimasto al freddo:
né ti interessa sapere
che esso langue per la disperazione
intanto che vive l'agonia dei sensi,
non potendo più riscaldarsi
al fuoco della tua passione!

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Non sarai più tu la mia musa

Così alla fine ho deciso:
non sarai più tu la mia musa;
perciò altrove cercherò
una nuova Calliope.
Mi hai deluso, mi hai tradito,
sei venuta meno
al tuo principale dovere,
quello di accogliere compiacente
le più impossibili bizzarrie
della mia estrosità.
Ho accettato che tu m'ispirassi,
dietro tua esplicita richiesta,
poiché il fervore mi aveva colpito
col quale mi avevi implorato,
che non dava adito a dubbi
che da me avresti accettato
ogni più intrigante intraprendenza.
Ma poi d'un tratto ti sei rivelata
completamente ignara del fatto
che, come non può una madre
esimersi dall'accettare
i capricci del proprio figliolo;
così non può una musa
rifiutarsi di assecondare
l'estro del suo protetto.
Specialmente quando,
per misteriosi propositi,
possa da lui pervenirle
qualche incomprensibile offesa!

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Resta con me, amore mio!


La stella più fulgida
del mio fantastico universo
tremola e vacilla,
sembra che abbia deciso
di staccarsi dalla sua volta.
L'amarezza e lo sconforto
disorientano la sua anima,
fiaccano il suo spirito,
tormentano il suo cuore,
la spingono con disinganno
ad avviarsi al suo tramonto.
Voglia Iddio convincerla
a ritornare sui suoi passi,
poiché con tutte le mie forze bramo
che ella continui a brillare
nella mia morente fantasia
e l'accenda con energie nuove
improntate a fiducia e speranza.
Resta con me, amore mio,
non lasciarmi solo,
non farmi vagare atterrito
per siti squallidi e tenebrosi,
dove potrei solo incontrare
indelebili rimpianti
di un amore mai così provato.
Ma largiscimi il tuo perdono,
deliziami con quella passione
che in me sa accendere
sensazioni sovrumane
e con magia sa condurmi
nel beatifico sogno della poesia.

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Piango per te

Non vuole il mio cuore
assolutamente accettare
che tu per me più non esisti
e che sei stata soltanto
un incantevole sogno fugace.
Neppure vuole ritenerti
una sogghignante realtà
che, dopo avermi inondato
della gioia più bella e più cara,
mi ha condannato senza appello
alla mia pena più grande,
quella che m'impone di tagliare i ponti
col mio passato e la mia amata.
Ma io, amore mio,
come potrò condurre un'esistenza
deprivata del suo prezioso tesoro
e lasciata illanguidire
nell'amaro ricordo
del rimorso e della disperazione?
Giammai l'accetterò,
piuttosto invocherò la morte;
sì, farò di tutto per disfarmi,
tra angosciosi rimpianti,
nell'immensità del mio dolore.
Confuso or sono, oltre che pentito,
trasecolato vivo la tua mancanza,
che assolutamente mi rifiuto
di ritenere un fatto reale.
Ovunque vado perciò cercando
qualche spiraglio amico,
che da me ti permetta di tornare
e il mio cuore possa di nuovo
far sorridere ed anche gioire.
E intanto che non lo trovo,
senza pace piango per te
e riottoso mi dimeno
nel mio dramma disperato!

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Perdonami, amore mio

Ora che ho recuperato
i lumi della ragione,
stravolto mi rendo conto
dell'offesa che ti ho recata.
Ma anche inorridisco
all'idea catastrofica
che tu possa per sempre
del tutto rinunciare
ad essermi come una volta
una musa cara e devota.
Perciò cerco ad ogni costo
un rimedio che mi faccia
riabilitare agli occhi tuoi
che tuttora versano lacrime
per il torto da me subito.
Perdonami, amore mio,
se la follia mi ha spinto
per gli incauti sentieri
della gelosia e dell'ira,
rendendomi la ragione
insana fino al punto
da farmi renderti l'oggetto
di un mio grave oltraggio.
Se tu a me non concedessi
il tuo perdono generoso,
quello che ti vengo ad impetrare
con profonda contrizione,
vedrei le infinite stelle
su di me capitombolare.
Vedrei, inoltre, l'estro mio fecondo
completamente inaridire
e spegnersi senza speranza
di poter tornare come prima
a largirti i suoi versi.
Né vorrei io più esistere,
dopo essere diventato
una torcia spenta e senza fiamma;
bramerei piuttosto vedere
la mia sterile esistenza
obliarsi senza scampo
nel fragore della tempesta!

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Grazie per ieri, amore mio

Anche ieri, mio dolce tesoro,
abbiamo fatto l'amore,
hanno raggiunto i nostri corpi
una incantevole fusione;
poi, senza perdere tempo
e veleggiando estasiati,
hanno fatto rotta
per l'isola del piacere.
Non avevamo mai vissuto
momenti così intensi,
non c'eravamo mai tuffati
in un desiderio così ardente,
non c'eravamo mai visti
scatenarci ed esprimere
tanta potenza sensuale.
I nostri gemiti di piacere,
i nostri ardori impetuosi
i nostri abbracci travolgenti,
così pure i baci e le carezze,
hanno finito per sopraffare
la cosiddetta moderazione,
avviandoci lascivamente
all'appagamento più completo
del nostro istinto sessuale.
I nostri corpi hanno vibrato
per la fortissima emozione,
si sono dati spregiudicati
ad un'inconfessabile lussuria,
che ha scosso i nostri sensi
e li ha fatti scatenare
in una passione incontenibile,
facendoli giungere beatamente
all'acme del godimento.

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Chi sei?

Nel silenzio della notte,
mentre spazio cogitabondo
nell'universo dei ricordi,
il tuo sommesso respiro
aleggia intorno a me:
ora tenue e pacato,
ora forte e ansioso.
Ho la netta sensazione
che un tuo tenero bacio
sfiori prima la mia fronte,
le mie guance e i miei occhi;
poi ardente si poggia
sulla mia fremente bocca.
Le tue labbra tumescenti,
mia ospite notturna,
sono carnose e vellutate,
sono calde e sensuali,
nonché umide e già impazienti
di fondersi con le mie.
Io non so tirarmi indietro,
subito assecondo la tua passione,
che molto avidamente
vuol rendersi appagata
dei miei infuocati baci.

Posso saper chi sei,
misteriosa donna maliarda,
che nel cuore della notte
vieni ad insidiarmi il sonno
coi tuoi approcci d'amore,
che da timidi ed incerti
si vanno poi via via facendo
più focosi e travolgenti?
Sempre avverto la tua presenza,
ogniqualvolta al mio letto
con passi felpati ti avvicini;
ma di più io l'avverto
mentre con grazia leggiadra
in esso t'infili e lo invadi
cominciando piano piano
ad estasiarmi nel buio
con le tue effusioni
dolcemente procaci.
Quando infine la mia stanza
con la stessa prudenza lasci
con cui ci sei entrata,
ancora per molto tempo
vi continuo a percepire
l'ambrosia tua divina!

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Era autentico il tuo amore?

Sembrava che per me
tu mostrassi una vera idolatria:
tale era l'amore
che nei miei confronti nutrivi
e così orgogliosa ti sentivi
di spargerlo ai quattro venti!
Sembrava che io fossi divenuto
il tuo respiro vitale,
che avessi cominciato a rappresentare
per il tuo cuore traboccante di passione
l'unico prezioso destinatario.
Per questo mi andavi investendo
di baci e di carezze d'ogni sorta;
mi largivi senza parsimonia
le tue attenzioni e le tue cure,
tutte le tue calde effusioni amorose.
Sempre esse mi giungevano
con mio sommo gradimento:
mi estasiavano e mi esaltavano,
mi trasformavano in un uomo
baciato dalla fortuna.
Ma, per ironia della sorte,
un banale dissapore è bastato
per trasformare in un colosso d'argilla
quello che sembrava un amore
cieco, incrollabile ed eterno.
Ora costernato mi vado chiedendo:
era il tuo autentico amore?
Un rotear di dubbi e di timori
assale vorticoso la mia mente,
che appare confusa e anche incerta
nel credere che la tua sia stata
una sincera passione amorosa.
E fino a quando in me la verità
non si assesterà inconfondibile e certa,
continuerà ad essere la mia esistenza
molto incerta e travagliata,
ma soprattutto sanguinante
di ancor vivi e brucianti ricordi!

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Come una meteora

Il giorno intorno a me
ad un tratto si è abbuiato:
regnano nella mia anima
l'angoscia più cupa,
la malinconia più nera,
la tristezza più struggente.
Al pari di una meteora,
sei apparsa nella mia vita,
l'hai inondata di un bagliore
che, pur breve e fugace,
con grazia vi ha lasciato
la sua scia indelebile
d'amore e di passione.
Ero disposto a coltivare
l'uno e l'altra intensamente,
ero pronto a farti cullare
nell'incanto dei miei baci,
nella magia delle mie carezze.
Avrei voluto farti sognare
nel riverbero incantevole
dei miei versi ammalianti,
che sanno con sapienza
alleviare le angosce
di chi il destino ha privato
delle gioie dell'amore.
Invece ti sei allontanata,
senza degnarmi di un saluto;
sei svanita nel nulla
e il cuore mi hai squarciato
con la tua sparizione.
Tu ora rappresenti
il più caro dei miei ricordi,
essendo stato vissuto
pregno di focosi ardori;
assolutamente esso non vuole
farsi affossare nell'oblio:
perciò non mi resta che piangere
e struggermi per il dolore,
mentre annego impotente
nella mia disperazione!

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Sei come la primavera

Tenero amor mio,
sei tu per me
identica alla primavera:
come essa mette in festa
l'intera campagna,
così vieni tu ad allietare
tutta la mia persona
e doni al mio cuore
un piacevole sapore
d'intima giocondità.
Rappresentano per me
i tuoi caldi baci
ciò che per la campagna
sono i gorgheggi degli uccelli;
rappresentano per me
i tuoi abbracci calorosi
ciò che per la campagna
risultano i solenni svolazzi
delle maestose farfalle;
rappresentano per me
i tuoi sospiri d'amore
ciò che per la campagna
si dimostrano ogni istante
gli olezzanti fiori variopinti.
Tu rappresenti, insomma,
la primavera del mio spirito,
perché gl'infondi di continuo
le più sublimi sensazioni
e in pari tempo gli procuri
le più affabili tenerezze,
facendolo sempre ritrovare
al settimo cielo della felicità!

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Non saprei vivere senza di te

Eccomi a te di nuovo,
amica mia del cuore,
spinto anche quest'oggi
da una furia passionale,
che in me più non riesco
né ad arginare né a placare;
anzi, via via che nel passato
vedo i miei giorni dileguarsi,
dentro di me la vado vivendo
sempre più preponderante,
sempre più ribelle ed incisiva.

Invano, con vari espedienti,
m'industrio per domarla,
poiché al mondo proprio non c'è
alcuna cosa che possa
in qualche modo frenarla,
per cui vani risultano in tal senso
i miei tanti rinnovati tentativi.

Tu sola, senza nessuno sforzo,
puoi rabbonirla e chetarla,
siccome in me sei tu a farla nascere
tutta prorompente e furiosa
e l'accendi in modo inusitato.

Tu lo sai che giammai nel mio cuore
potrà esserci posto per altre donne;
soltanto di te vuole esso appagarsi,
poiché grazie alla tua passione
riesce benissimo ad infiammarsi
di un amore vivo ed intenso.

Gli provengono dai tuoi palpiti amorosi
quell'ardore intraprendente e focoso,
che senza freno lo fa scatenare
attraverso i sentieri rasserenanti
della tua calda e dolce passione.

Ecco perché sarebbe terribile
ritrovarmi a vivere lungi da te,
oppure accorgermi all'improvviso
d'essere stato privato del tuo amore;
se per mia grande sventura
un fatto del genere dovesse
per qualche giorno accadere,
mi sentirei completamente distrutto,
mi vedrei annientato nel fisico
oltre che nello spirito!

Perciò resta sempre con me,
amore mio, finché ti è possibile;
permetti ad ogni mio desiderio
di concretizzarsi appieno
sia con te che dentro di te;
consenti ad ogni mio pensiero
conquistato dalla malinconia
di rispecchiarsi nella chiara luce
della tua nobilissima anima,
perché vi disperda ogni sconforto
e vi faccia una scorta abbondante
di serenità e di gioia.

Infine dovresti stare attenta
che questo mio amore sincero
trovi in te il massimo appagamento,
generosamente prestandoti a fargli
sia da tutela che da guida sicura
in quella sua vorticosa ricerca,
che si è proposta come obiettivo
la soddisfazione fisica e spirituale.

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Niente vuoi concedermi?

Triste sorte è la mia,
se da te mi viene negato
di amarti in qualunque modo,
per cui ora infelice mi ritrovo
con degli occhi arrossati
che abbondano di lacrime,
con un cuore afflitto
che trabocca di dolore,
con un animo angustiato
che si strugge e si dispera!
M'incantano i tuoi passi,
mentre avanzano sicuri
nel loro incedere maestoso;
mi elettrizza il tuo respiro,
mentre mi passi davanti
preziosa grazia mi fai
di sederti al mio fianco,
poiché proprio in quell'istante
la mente mi si colma
d'infinite suggestioni.
Mi trascinano i tuoi occhi
in un'oasi meravigliosa,
dove tutto è predisposto
perché il trascorrere del tempo
conosca soltanto la felicità;
ma pure m'inebria il tuo corpo
che, impeccabile nelle fattezze,
viene di continuo ad alimentare
il fuoco della mia passione.
Invece tu vai ignorando
le mie galanti attenzioni
e rimani fredda e impassibile
alle mie profferte d'amore,
né ti curi dello strazio
che terribile imperversa
nel mio cuore senza pace.
Ti mostri inoltre indifferente
di fronte all'ambascia profonda,
che è venuta ad impossessarsi
del mio spirito disorientato,
privandolo dispoticamente
di ogni suo vigore vitale.

Proprio niente vuoi concedermi,
angelo mio dolcissimo?
Non vuoi davvero permettere
alle esperte mie mani
di largirti le loro carezze,
che potresti solo accusare
di averti mandata in estasi?
Vuoi altresì rinunciare
ai miei molti baci ardenti
che, al tuo corpo dispensati,
sarebbero capaci di renderti
la donna più fortunata del mondo?
Vorrei tanto poterti dire:
"Amore mio, ti voglio bene!";
vorrei in continuazione
abbracciarti e baciarti,
stringerti forte al mio cuore
ed amarti con ardore;
vorrei vederti donarmi
il tuo amore passionale,
vorrei che i nostri corpi
beatamente si fondessero
in incantevoli amplessi.
Ma, ahimè, di tutto questo
vengo tirannicamente deprivato
da una ingrata realtà,
che affatto non si muove
a compassione del mio animo;
anzi, la vedo con sadismo
sogghignarmi biecamente
e rinfacciarmi a caratteri tondi
che non è più tempo di sperare!

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Delusione

Così alla fine,
tirando le somme,
mi vedo costretto
a prendere atto
di aver scelto per me
la donna sbagliata,
al fine di consacrarle
pieno di orgoglio
il mio fervido amore.

Il mio cuore ho affidato,
come mi rendo conto,
a colei che ha saputo
solamente convivere
con le sue paure
e le sue diffidenze,
fino a fare di esse
il suo pane quotidiano.

Io consiglio di rinunciare
al proprio sentimento amoroso
a chi non riesce affatto
a difenderlo a spada tratta,
anzi non esita ad affossarlo
perfino davanti all'ostacolo
più piccolo e insignificante.

Avanti tu hai portato
il nostro rapporto amoroso,
seguitando a tenerti
avvinta saldamente
alle tue incertezze
e agli assurdi tuoi timori,
per cui mai una volta
ti ho vista incoraggiare
l'amore che ogni attimo
nutrivo intenso per te.

Devo quindi dedurre
da quanto ti ho citato
che da parte mia
solo tempo ho perduto?
e che sarebbe stato meglio
che il mio schietto amore
lo avessi io dedicato
ad un'altra donna,
che si fosse dimostrata
al tuo confronto
più degna e più entusiasta?

A questo punto, comunque,
più non m'interessa
conoscere il contenuto
della tua risposta,
visto che senza esitazione
già dentro di me
ho dato per scontato
che innamorarmi di te
non è valsa la pena.

Dopo l'infelice esperienza,
vissuta insieme con te
in un tedioso grigiore,
posso soltanto affermare
che tale mia relazione
è stata senza dubbio
un'avvilente delusione!


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Decisione senza apello

Dovresti sapere oramai
che fra noi due tutto è finito;
anzi, posso dire con certezza
che sei stata tu a costringermi
ad usare nei tuoi confronti
le più drastiche maniere,
siccome il tuo tentennamento
incessante e snervante
gravava sul mio cuore
come un pesante macigno.
Mai avevo smesso
di concederti il mio amore,
pur di vederti in preda
alla gioia più grande;
però, anche mettendoci
l'intera mia passione
al fine di riuscire
ad accendere la tua anima,
sempre di fronte ad essa
frigida sei rimasta.
Mettendo ogni volta avanti
pretesti di vario genere,
che scusavi ora coi timori
ora con la depressione,
scombussolavi tremendamente
i miei sentimenti amorosi,
poiché ad essi procuravi
il tuo solito cibo
che aveva per ingredienti
amarezza e squallore.
Il tuo modo di fare,
eternamente perplesso,
mi risultava ogni attimo
parecchio disarmante;
rappresentavi un tarlo
per la mia esistenza
che tu, dopo aver ridotta
in un autentico rottame,
tendevi poi a disgregare
un poco alla volta.
Ora all'apparenza contrita
vieni a chiedermi perdono
e vuoi pure che ritorni
ad amarti come prima;
ma ti esorto a capacitarti
una buona volta per sempre
che, essendo il mio amore
per te morto da tempo,
resta la mia decisione
ferma e senza appello!

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I miei pensieri per te

Sono tutti a te rivolti
i miei pensieri indagatori,
che animosi ed alacri
sono impegnati ad inseguire
gli immaginosi arabeschi
della tua vivida mente,
mentre divinamente prorompe
nei suoi artifici informatici.
Sempre i miei pensieri
tendono ad immedesimarsi
con i reconditi recessi
del tuo nobilissimo animo;
vorrebbero essi penetrarlo
mentre è intento a perseguire
le virtù e le beltà più seducenti
dell'esistenza umana.
Premono i miei pensieri
nell'affannarsi a ricercare
un posto anche modesto
nel tuo cuore innamorato,
là dove seguita incessante
la tua ardente passione
a sprizzare dolci sospiri
e a far lievitare sensi amorosi.
Si mobilitano i miei pensieri
per cavalcare indomiti
la carica passionale,
che nel tuo spirito veemente
continua ad agitarsi
e va seminando a sé intorno
tante emozioni travolgenti
ed esilaranti piaceri.
Beati anche si rasserenano
i miei ribelli pensieri,
quando si sentono cullati
dal tuo amore esplosivo,
poiché vuole il mio cuore
solo di esso inebriarsi,
rappresentando tu per me
ogni dolcezza e vita!

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Guarisci presto

Senza alcun preavviso,
contro di te ha voluto
accanirsi come un tiranno
l'avverso destino,
per cui la tua vita
si è dato a strapazzare
come una pianticella
in balia della tempesta.
Ruglianti, intorno a te
si addensano i venti,
si scagliano sinistre
le accecanti folgori,
minacciosi manifestano
la loro ridda frenetica
tanto gli oscuri nembi
quanto i reboanti tuoni.
Tu non riesci a difenderti
da tanta furia violenta,
con cui insidiosi intendono
gli elementi della natura
arrecare barbaramente
al tuo debole organismo
gli effetti più rovinosi
e quelli più catastrofici.
Disarmato mi sento
di fronte alla tua infermità,
che ti sta distruggendo
nel corpo e nello spirito;
perfino via ti ha portato
quei gioiosi sorrisi,
nei quali ti profondevi
con grande passione.

La tua anima è immersa
nella tristezza più cupa,
è sprofondato il tuo spirito
in un atroce pessimismo,
né per me più riesce
ad esprimere il tuo cuore
le carezzi più dolci
e i baci più ardenti.
A piangere or mi ritrovo
la tua sventura e la mia,
l'una e l'altra permeate
di esacerbante dolore;
mi rendono esse inariditi
l'intelletto e l'estro,
che perciò hanno smesso
di essere vividi e fecondi.
Il tuo stato infermo
nella disperazione mi getta,
mi procura le pene
più laceranti e più aspre;
rende inoltre un tormento
ogni istante della mia vita
ed offusca in modo grave
la mia mente disorientata.
Ti prego, guarisci presto,
dolce e caro amore mio,
e non farmi stare più oltre
a soffrire sulle spine;
tu non sai quanto desidero
che il mio cuore ritorni
ad essere incantato
dal tuo amore esuberante.
Così potrò fare anch'io
la medesima cosa con te,
ricominciando insieme
ad estasiarci come prima
di quella nostra passionalità
sempre calda ed intensa,
che sa a meraviglia addolcirci
tutta quanta l'esistenza!

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Con te vorrei...

Con te vorrei
affidarmi al vento,
per librarci leggeri
nel cielo infinito;
seguendo tante sue
bizzarrie sfrenate,
accompagneremmo le nubi
nei loro lunghi viaggi.
Abbracciati l'uno all'altra,
finiremmo per provare
infinite sensazioni
fantastiche e sublimi;
sospinti poi da esso
per gli spazi siderali,
verremmo a conoscenza
dell'arcano cosmico.
Con te vorrei
penetrare la natura,
per viverla estasiati
in ogni sua manifestazione;
seguendola inoltre
nei suoi abiti stagionali,
verremmo suggestionati
dai suoi misteri.
Ci offrirebbe essa
ambienti differenti,
come quello del mare
ora calmo ora in tempesta;
ma anche quello dei monti
innevati e superbi
e quello dei fiumi
pacati e tortuosi.

Con te vorrei
fare lunghe scorribande
attraverso campi in festa
e sui prati fioriti,
per avvertire la fragranza
dei fiori olezzanti
e per rallegrarci soprattutto
dei loro colori vivaci.
Nel contempo entrambi
verremmo deliziati
dai soavi gorgheggi
della famiglia degli uccelli,
mentre, saltando qua e là
sui rami verdeggianti,
trascorrono beati
la stagione degli amori.
Con te vorrei
vivere l'intensa mia passione,
tra sfilze di baci ardenti
e di piacevoli carezze,
fino a quando i nostri corpi
pienamente ebbri d'amore
non si ritroverebbero insieme
esausti ed appagati.
In questo modo in noi due
ci sarebbero soltanto
la gioia del cuore
e l'euforia dello spirito,
che entrambe gradite
ci deriverebbero a dismisura
dal nostro temperamento
focoso e passionale.

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Devo crederti?

A voler dar credito
alle tue decise parole,
rappresento io per te
l'essere più prezioso
esistente su questa terra:
sono il sole radioso
che riscalda e ravviva
tutta la tua anima,
quando langue e geme
nella sua disperazione;
inoltre, sono la luce
che illumina e feconda
i tuoi tanti pensieri,
quando si sentono smarriti
perché ad un tratto
sono venuti a trovarsi
in uno spesso tenebrore
cupo e terrificante.

Per questi motivi
mai smetti di asserirmi
che, quando sei con me
e ci amiamo intensamente,
ti senti del davvero
trasformare nell'intimo:
vedi la tetra notte
diventare un giorno
fulgido e beato;
scorgi nel tuo spirito
la mite primavera
sostituirsi con forza
al rigido inverno;
perfino le brulle dune
di un morto deserto,
se prima tentano spietate
d'inaridire il tuo cuore,
diventano poi oasi
amene e rigogliose.

Devo proprio crederti,
quando di ciò mi dai
indiscutibile garanzia
ed altresì mi affermi
che contro il mondo intero
senza dubbio lotteresti
con tutte le tue energie,
pur di difendermi
o tenermi a te avvinto?
Comunque, devi sapere
che pure nel mio animo
si sono ben radicati
alcuni nobili sentimenti,
che nessuna forza al mondo
potrà mai estirpare:
l'amore e la stima,
che nutro nei tuoi riguardi,
sono tra essi i due più cari
ed anche i più profondi,
per cui dentro di me
sono destinati a rimanere
immutabili in eterno!

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Rimpianti persecutori

Molte donne ho amato,
ma non sempre il mio amore
è stato da esse corrisposto;
per alcune di loro ho provato
un'autentica venerazione,
le ho quasi idealizzate
come divinità incarnate.
Nei confronti di altre invece,
si è sbizzarrita la mia passione
con tutta la ciclonica veemenza
dei miei sensi ribollenti,
che di essere imbrigliati da qualcuno
non ci pensavano neanche lontanamente,
mentre indomiti e intemperanti
erano intenti a cavalcare
il dolce piacere della lussuria.
Ma non posso affatto negare
che soltanto mia è stata la colpa,
quando è sorta un'insanabile rottura
tra me ed alcune mie muse,
benché venissero da me idolatrate.
Direi che è il loro ricordo
che mi scompigliare l'anima,
che mi riduce a brandelli il cuore,
che mi fa languire lo spirito,
che mi annebbia l'intelletto;
per cui, ogni volta che spaurito
rincorro il mio tempo a ritroso,
si va popolando la mia mente
d'incancellabili rimpianti!

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Ricordo ancora...

Ancora mi turbinano nella mente
i tanti intimi rapporti,
che molto licenziosamente
ho vissuto insieme a te.
Si trattava di momenti beati,
che ci spingevano ad amarci
e a dedicarci disinibiti
a follie di ogni sorta.
Trascorrevamo le giornate
avvinghiati l'uno all'altra
senza pudore e moderazione,
ma intenti a godere soltanto.
Tu eri l'edera ed io l'albero,
per cui sul mio corpo sovreccitato
si muovevano esperte le tue mani
e vi suscitavano dolce piacere.
Né io restavo lì a guardare,
poiché anche la mia passione
era intenta a procurarti
il godimento che tu bramavi.
Alla fine sempre terminava
ogni nostro focoso rapporto
con l'ebbrezza dei sensi
e ingenti gemiti di euforia.
Si riusciva in questo modo
ad arrecare al nostro corpo,
ma anche al nostro spirito,
un po' di magica esistenza.

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Per te avrei...

Come inghiottita
dalle viscere della terra,
ti sei sottratta, amore mio,
ai miei attoniti occhi,
per cui essi hanno cessato
di sorridere e di sognare,
versando lacrime senza fine
d'indicibile amarezza.
Preso dal timore
di non poterti più amare,
è piombato il mio cuore
in una sorta di malinconia,
che di continuo lo va struggendo,
lo va turbando e inquietando,
lo va tutto martoriando.
Tu per me rappresentavi
la cosa più sacra e più preziosa,
valevi più della mia stessa esistenza;
eri divenuta poco alla volta
la stella più fulgida e più bella
del mio universo interiore,
onde con generosità m'illeggiadrivi
la vita, i sogni e le speranze.
Ero disposto a privarmi
di ogni indispensabile boccone
del mio ossigeno vitale,
pur di continuare a godere
i tuoi sospiri amorosi;
come pure per te avrei rinunciato
ad ogni mia più intima esigenza,
pur di appagare i tuoi desideri.
Avrei infine ciecamente accettato
di divenire un autentico rottame
in balia dei prepotenti marosi,
pur di vedere alla fine fuse insieme
la mia e la tua esistenza.

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Ho tentato di dimenticarti

Visto che in te avevo perso
ogni stima e ogni fiducia,
per un attimo avevo deciso
di farti uscire per sempre
dalla mia vita delusa,
pur essendo convinto
che la mia folle decisione
vi avrebbe creato come non mai
un incolmabile vuoto,
oltre che suscitarvi
una sofferenza non indifferente;
ma soprattutto la mia decisione
vi avrebbe fatto dilagare
un'accasciante monotonia
che non avrebbe esitato
a distruggere e ad annientare
tutta la mia personalità.

Né ti nascondo che così è stato,
al solo pensiero
di aver già dato attuazione
a tale mio proposito insano,
poiché in me ho cominciato
ad avvertire varie sensazioni
tutte terribili e raggelanti.

Né patemi ed angosce
si sono astenuti da parte loro
dall'abbattersi poco dopo
sul mio io esistenziale,
scombussolandomi come mai successo
quella che poco prima
poteva senz'altro considerarsi
una vita felice e serena.

La stessa armonia dell'universo,
davanti ai miei occhi atterriti,
è cominciata d'improvviso
a trasformarsi in un ammasso
informe e catastrofico:
ho assistito perfino
alla caduta delle stelle,
che mi crollavano addosso
vertiginose e apocalittiche,
intanto che mi annientavano
nel corpo e nello spirito.

Ho infine avvertito
l'intera mia realtà
mentre sprofondava con orrore
in un gelido baratro,
che arrecava alla mia anima
già depressa e spaurita
un delirio privato oramai
di ogni roseo futuro!


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Come vulcano in eruzione

Anche la notte scorsa è esplosa
la nostra calda passione d'amore:
è apparsa come un vulcano capriccioso
in piena fase eruttiva,
che però non rigurgitava all'esterno
gas, cenere, magma e lapilli;
bensì andava inondando il talamo nuziale
di baci, carezze, gemiti e sospiri.
All'istante in noi si è scatenata
l'irruenta tempesta dei sensi,
che subito si sono messi a tumultuare
nel vortice vertiginoso della passione,
intanto che scorrazzavano lascivi
nei nostri due corpi fremebondi.
Sguardi procaci e baci ardenti,
seminando l'alcova di lussuria,
da degno preludio hanno fatto
alla vasta gamma di giochi,
che la nostra voluttà scatenata
andava nella circostanza escogitando
per rendere più piacevole e appetibile
il nostro rapporto sessuale.
In sensazioni gradevoli e sovrumane
s'imbattevano di continuo i nostri corpi;
mentre i nostri spiriti esaltati
si appagavano del dolce piacere
che loro proveniva copioso
dalla fantastica ridda dei sensi,
che si andavano intrecciando e fondendo
in una beatifica atmosfera,
creata per l'occasione
dall'irrefrenabile complice concupiscenza.

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E intanto che...

Prossimo dolce amor mio,
nell'attesa che fra noi due
vengano ad instaurarsi quei rapporti
che faranno ad entrambi
assaporare la gioia più grande,
vado in me avvertendo
intime gradevoli sensazioni.
E intanto che si avvicina
la fusione delle nostre anime,
esultano i miei sensi
al fuoco della tua passione,
che già essi intravedono all'orizzonte
mentre naviga nella mia direzione.
Vibra il mio cuore
di un insolito trepido amore,
al pensiero che tu presto
possa ad esso legarti,
per programmare insieme
incontenibili estasi da sogno.
Ribolle il mio spirito
di ardente bramosia,
mentre estasiato t'immagino
largirmi tenerezze ed effusioni,
che sapranno condurmi
nell'ebbrezza gioiosa
della più disinibita delle passioni.
Decanta il mio genio
la tua beltà di donna seducente
che, pur peccando d'orgoglio,
riesce con la sua giunonica fierezza
a far brulicare la mia mente
di mille progetti suggestivi.
E, tra essi, non mancano quelli
che in me vanno ormai accedendo
un impaziente irrefrenabile desiderio
di ritrovarmi quanto prima
nella morsa delle tue cure amorose,
per subire da vittima compiaciuta
la tua voluttà scatenata.

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Tu non puoi...

Così giovane, così bella,
così vivace ed intelligente,
come per prodigio sei entrata
a far parte della mia vita.
Le tue aggraziate forme
fanno esultare i miei occhi,
che si sono ritrovati attoniti
a godere della visione
di un corpo avvenente,
che di sé sa solo offrire
uno spettacolo meraviglioso
di armonia e di fragranza.
Le tue labbra sensuali
m'invitano a baciarle,
a suggervi estasiato
il nettare dell'amore;
mentre il tuo elegante portamento
mi riempie di passione,
facendomi desiderare
di stringerti tra le mie braccia.
Passo allora a bramarti
come nessun'altra cosa al mondo,
siccome mi ecciti e mi conturbi,
frastornandomi l'esistenza;
anzi, in pasto mi getti
ad una lussuria scatenata,
che insieme con te mi fa osare
i più inconfessabili propositi.
Tu non puoi vietarmi
di volgere a te i miei pensieri
e di far scaturire dal tuo essere
la mia intima eccitazione,
la sola che sa condurmi
divinamente e con grazia
al godimento fisico e spirituale.
Perciò devi fartene una ragione
che, siccome è l'amore
la vera forza dell'ispirazione,
assolutamente tu non puoi
vietare ad un poeta
d'innamorarsi e d'amare,
anche quando sospetti
che sei tu la sua amata
nella realtà virtuale.

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Ti ho sognata

È stata la notte scorsa
una delle più belle, amore mio;
con te beato l'ho trascorsa
in un magico clima
di sospiri e di dolcezze.
Un sogno incantevole,
travolgente e passionale,
mi ha dato modo di amarti,
come non avrei mai osato
nella mia esistenza reale.
Sei entrata in camera mia,
ti sei tutta denudata,
felinamente ti sei introdotta
nel mio tiepido letto,
dove impaziente ti attendevo
con la mia lasciva passione.
Così mi sono ritrovato
col tuo corpo avvinto al mio,
come l'edera al suo albero;
ma è stato ben altro l'effetto,
che nelle mie membra frementi
esso vi ha provocato.
C'è stato quasi un travaso
di mille strane sensazioni,
che tutto mi hanno inondato,
mi hanno largito con dovizia
la soavità del tuo amore,
che al momento mi si manifestava
elettrizzante ed incantatore.

Mi sono allora donato
alla tua irresistibile seduzione,
ho iniziato a riempirti il corpo
d'infiniti baci ardenti
e di carezze lussuriose,
che ovunque ti raggiungevano
e ti trasmettevano con delizia
attimi interminabili
di paradisiache sensazioni.
Tu assentivi compiaciuta,
m'invitavi ad incalzare,
perché dentro volevi sentire
più focosi e più eccitanti
i miei assalti bramosi.
Insieme infine abbiamo vissuto
il delirio della passione,
che ci ha travolti ed esaltati,
ci ha fatto entrambi scatenare
sotto l'impulso della follia.
Nel frattempo i nostri sensi
scorrazzavano furiosi
lungo quegli ameni sentieri,
che sapevano solo far rotta
per il piacevole vortice
del nostro ingordo desiderio!

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Alla mia amata

La tua bellezza e il tuo leggiadro corpo,
se all'inizio per lo stupore
fanno immergere la mia esistenza
in una beata contemplazione,
subito dopo me la ravvivano,
me la fanno tutta esultare,
fino a quando non l'hanno colmata
di vivace brio e di calore.
E intanto che mi sento dentro
ribollire di sovrumane sensazioni,
brilla di gioia il mio spirito,
mentre si va impregnando il mio animo
di dolce e gaia serenità.
Ma quando ogni parte del tuo corpo
passo in rassegna strabiliato,
verso di te vengo a nutrire
ben altri carichi sentimenti,
che si mostrano ardenti desideri
che di te vorrebbero fare
l'oggetto del mio piacere.
Diventano allora magici e maliardi
i tuoi begli occhi seduttori,
che mi travolgono e diventano l'innesco
della mia irrefrenabile passione.
Le tue labbra piccole e tondeggianti,
visibilmente carnose e sensuali,
vengono a trasmettermi con dolce magia
una viva e incontenibile brama
di asservirle al mio estro amoroso.
Perciò vorrei che si fondessero con le mie
per potervi attingere senza sosta
la panacea dell'amore,
ma soprattutto per inondarle
della mia insaziabile voluttà.

Il tuo seno meraviglioso,
bianco-ambrato e ben formato,
con i suoi turgidi capezzoli
solo a vederlo in me fa nascere
reconditi propositi di lussuria,
per cui vorrei tanto assediarlo
con tenere e gradevoli carezze.
Così, sfiorandolo con le mie esperte mani
ed anche ricorrendo con maestria
a carezze d'altro genere,
che non ti costa fatica immaginare,
lo sentirei infine reagire acquiescente
con estasianti fremiti di piacere.
Però, di fronte alle tue nudità divine,
che il sacro tempio rappresentano
dove i tesori gelosamente custodisci
della tua femminilità feconda,
mi riesce arduo frenarmi
e votarmi alla moderazione.
Per questo vengo di continuo assalito
da una folle ed irrefrenabile bramosia
di profanarle e di possederle
con assalti voluttuosi.
In tal modo vedrei da esse dipartirsi
e provenire a tutte le nostre membra
quella sensuale euforia,
che è solita sgorgare
dilettevole ed incontenibile
da ogni nostro amplesso veemente.

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Ti vorrei


Ti vorrei,
per aprirti gli occhi
a scenari d'incanto
e d'intima dolcezza;
per porre le tue orecchie
in condizione di ascoltare
estasianti melodie;
per cospargerti il corpo
di magiche sensazioni
mai da te provate.
Ti vorrei,
per farti dono
di quella felicità
vivibile solo in sogno;
per sottoporti le labbra
all'assalto furioso
dei miei baci focosi;
per colpirti il cuore
e raggiarlo di gioia
con i miei strali amorosi.
Ti vorrei,
per farti tuffare
nell'ondeggiante mare
del mio ardente amore;
per farti nuotare
nelle acque ribollenti
della mia passione;
per vederti infine godere
nell'iridescente schiuma
della mia sensualità.

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Alla mia consorte

Sei per i miei occhi
la luce che li proietta
oltre le tenebre
di ogni arida barbarie;
sei per la mia anima
il benefico tepore,
che la ravviva e l'accende
di leggiadria e di grazia;
sei per il mio spirito
la forza che lo guida,
ma anche calmi e rassereni
la sua ansia fremente;
sei per i miei pensieri
l'armonia che li concilia,
che li allieta e li seduce
con dolce diplomazia;
sei per la mia vita
quel sostegno stabile,
che non crolla e non si piega
davanti a nessuna tempesta.
Puoi quindi immaginare
che cosa mi succederebbe,
se io venissi privato
della tua compagnia!

Sarei costretto a vivere
in un mondo gelido e buio;
diverrebbe la mia esistenza
un lungo e atroce martirio,
oltre che venire investita
dal più tragico dei destini;
d'ogni penosa circostanza
diverrei la vittima prescelta,
per cui la ridda delle sventure
mi bersaglierebbe a oltranza.
Verrei dilaniato da incubi
che saprebbero solo svolgersi
in un'orrida atmosfera
minacciosa e tremenda;
mi vedrei sbattuto ovunque
dall'incalzante procella
dei frenetici venti;
mentre i marosi, a loro volta,
con grande furia vorace
non esiterebbero a disperdermi
nei lugubri abissi marini.
È quanto di me avverrebbe,
se senza di te io restassi
e se mi venissero meno
il tuo sorriso e il tuo amore,
dei quali sempre mi nutro
ed offro loro il mio cuore;
ma soprattutto in essi fiducioso
ripongo ogni mia speranza!

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Mesto ricordo di te

Era appena trascorsa
la prima metà di novembre,
tra tutti i mesi
di certo il più triste,
quando da un cielo
rammaricato e commosso
di colpo si staccò
la tua splendida stella.
Fu proprio allora
che la mia pallida anima
si vide piombare
nel buio più pesto,
dal momento che lassù
le era venuta a mancare
quella che per lei era
una guida fidata.
Era stato un male
a rapirti alla vita,
diagnosticato incurabile
fin dal suo inizio;
così tutto all'improvviso
ti aveva tolta alla vista
del mio gaio spirito
molto innamorato di te.
Si abbuiò subito dopo
l'intera mia esistenza,
quella che tu sola
eri capace di allietare;
ciò fu dovuto al fatto
che il tuo fervido amore
più non vi splendeva,
più non la riscaldava.
Se prima la tua passione,
sempre viva ed ardente,
di continuo m'infondeva
molta gioia nel cuore,
orribile e tetro
vi venne dopo a regnare
l'avvilente squallore
di una grama esistenza.

Ma tu già tribolavi
da diversi lunghi mesi,
tenendomi ben celato
quel terribile male,
che dentro ogni giorno
ti andava rodendo
e ti stava consumando
poco alla volta.
Di tutto avevi fatto
per nascondermi meglio
quella tua pena
tremenda e dolorosa,
poiché tu con altruismo
avevi voluto a ogni costo
che venissi io privato
di ogni sofferenza.
Da subito mi ero accorto
che eran divenuti più caldi
tutti gli abbracci
che da te ricevevo,
come anche trovavo
i molti tuoi baci
più veementi e più focosi
di quelli di prima.
Volevi in questo modo
far passare inosservato
quel male implacabile
che ti aveva colpita
e che, al fragile tuo corpo
risultando una tortura,
senza la minima pietà
ti andava distruggendo.
Sappi che nella mia mente
bellissimo ed intatto
rimarrà per sempre
il tuo caro ricordo;
anzi, ti do la mia parola
che indistruttibile vi vivrà,
poiché lotterò con ogni mezzo
contro le insidie del tempo!

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Intimità

Vibrano i caldi miei sensi
al tocco fatato delle tue mani,
che da esperte accarezzano
il mio corpo estasiato.
Delle magiche sensazioni,
avvertite prima solo a fior di pelle,
penetrano poi in profondità
i recessi del mio animo.
Tu continui senza sosta,
imperterrita e a ragion veduta,
a suscitare nel mio spirito
il desiderio passionale.
Ben ti si leggono sul volto
le voluttuose tue intenzioni,
vuoi che ti faccia da innesco
all'esplosione dei tuoi sensi.
Dentro di te stai bruciando
di un ardore voluttuoso,
vorresti con me farlo sfogare
della sua carica sessuale.
Io non posso che assecondarti,
fare pure mie le tue brame,
poiché in me già arde il fuoco
che alimenta i lascivi desideri.
Si abbrancano i nostri corpi
sotto forti pulsioni istintuali,
si rotolano ora convulsamente
in balia della passione.
Il ritmo e la cadenza
dei loro piacevoli movimenti
si vanno via via facendo
più frenetici e più mirati.
Il coro di gemiti e di sospiri,
che improvviso in noi deflagra,
vuole unicamente testimoniare
il nostro raggiunto piacere.

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Le preferenze dell'amore

Non credere che l'amore
possa essere condizionato
dal trascorrere del tempo
o possa essere da esso
scalfito in qualche modo.
Non credere che l'amore
sia esclusivo dei giovani
e che quindi essi soltanto
ne hanno il monopolio,
gestendolo meglio degli altri.
Non credere che l'amore
faccia alcuna distinzione
e abbia qualche preferenza
fra un sesso ed un altro,
fra due razze o religioni.
Non credere che l'amore
si faccia ledere dalle malattie
o venga a subire un arresto
in seguito alla morte
di un componente della coppia.
E' l'amore un privilegio di tutti,
indipendentemente dall'età
e dal credo di una persona,
né si comporta in modo diverso
a seconda dell'una o l'altra razza.
Comunque, è meglio che si sappia,
pure l'amore ha le sue preferenze:
è esso un sentimento che attecchisce
non nei cuori depravati e corrotti,
ma nei soli animi nobili e gentili.

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Cos'è l'amore?

Che cos'è l'amore?
Mi vado spesso chiedendo.
Mi riferisco ovviamente,
per intenderci meglio,
non all'amore naturale
esistente tra fratelli
o a quello viscerale
che si ha tra madre e figlio;
ma soltanto a quello
che all'improvviso si accende
tra un uomo e una donna,
che magari fino ad allora
si ignoravano del tutto.

La mia domanda, quindi,
ha come obiettivo
quell'arcano sentimento
che, ad un certo punto
della loro esistenza,
esplode all'istante
irresistibile ed intenso
tra due persone
che sono di sesso opposto
ed anche assolutamente
estranee l'una all'altra,
riuscendo a coinvolgerle
in una elettrizzante spirale
di passioni ardenti
e di attimi d'incanto.

Ecco è questo l'amore,
al cui significato profondo
intendo dare anch'io
una plausibile risposta,
che tutti gli amanti soddisfi
e metta pure d'accordo
nell'assegnare ad esso
il medesimo intrinseco valore;
per questo cercherò
con tutti i mezzi necessari
di dare la mia versione
di un simile sentimento,
sperando di riuscire
a descriverlo alla meglio
mentre cerco di celebrarlo
con gli attributi più consoni.

L'amore è il sentimento
di tutta la specie umana
che risulta il più strano
e il più indescrivibile,
perché quando diventi
suo beato prigioniero
non sai poi in che modo
sia riuscito a catturarti
e come faccia in seguito
a tenerti soggiogato
con il tuo consenso
e la tua adulazione,
avvertendo dentro di te
una voglia pazza e sfrenata
di subire senza condizioni
il suo piacevole dominio.

Facilmente diventi
sua preda consenziente,
segui alla lettera
tutti i suoi dettami,
intanto che in te
padroneggia ed impazza,
nonché fa strage
del tuo cuore impotente;
anzi, sei tu stesso
ad implorarlo e ad incitarlo
perché i suoi strali
ti risultino più profondi
e ti procurino le ferite
più dolcemente sanguinanti,
quasi tu fossi diventato
un verace masochista.

Ecco il vero amore
di che cosa è capace,
quando una persona
rende schiava di sé:
le fa tutto accettare,
senza alcuna differenza,
sia il giubilo e la gioia
che l'angoscia e il dolore;
essa, da parte sua,
non disdegna affatto
di gioire e di soffrire
nello stesso istante,
purché ciò avvenga
nel nome dell'amore.

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Piuttosto vorrei morire!

A volte penso che, se un giorno l'amore
dovesse smettere di essere
il mio fedele compagno,
di sicuro per me la vita
più non avrebbe alcun significato.
Il vuoto e il nulla,
formando quell'assurdo binomio
che massacrerebbe il mio spirito,
renderebbero buia la mia esistenza
e inattiva la mia mente,
fino ad insidiare poco alla volta
il centro delle mie emozioni.
Diventerei un automa vero e proprio,
privo di ogni vitalità intellettiva,
del tutto incapace di gestire sentimenti
e di continuare a generare
la mia prolifica produzione emotiva.
Gli unici squarci esistenziali
mi metterebbero solo in grado di contemplare
un cuore infranto ed uno spirito sconvolto;
ma soprattutto mi farebbero assistere
ad un'anima angustiata,
costretta a convivere miseramente
con la sua pena esacerbante.
Perciò, se senza l'amore queste soltanto
dovessero risultare le mie prospettive future,
di sicuro mi vedrei annegare impotente
nel mare della sofferenza più atroce,
per cui davanti a me non avrei altra alternativa
che invocare disperato la fine dei miei giorni!

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Mai più liti tra noi due!

Sappi, dolce amor mio,
che mai più dobbiamo litigare;
la nostra vita è troppo breve
e non è giusto sciupare
il nostro prezioso tempo
in liti sciocche e banali,
che quasi sempre hanno origine
dall'assillo insidioso
del dubbio e della gelosia.

Il primo è a te connaturale,
per cui seguiti a dubitare
del grandissimo amore
che per te vado nutrendo
e che mai smetto di dedicarti;
anzi, puoi vantarti di esserne
l'esclusiva depositaria,
poiché sia di giorno che notte
esso interamente ti appartiene.

Hai il grande privilegio
di poterne usufruire
in qualsiasi istante,
ma anche senza alcuna limitazione;
puoi farne da parte tua
quello che più ti aggrada,
puoi coccolarlo come strapazzarlo,
visto che tu di esso
sei libera di fare
tutto quanto ti detta
l'indole del momento.

Benintesi, resterà il mio amore
sempre e soltanto tuo,
senza che da me ti venga imposta
nessuna condizione tassativa;
come pure ti prometto
che non ci sarà mai da parte mia
qualche ignobile rivalsa.

Quanto al morbo della gelosia,
appartiene a me senz'altro
l'infelice primato;
esso nei tuoi confronti
a volte mi spinge ad essere
esageratamente possessivo,
come pure mi ti fa imporre,
non so per qual motivo,
quanto per me già faresti
di tua spontanea volontà:
infatti, senza mai smettere,
di me ti prendi cura
sia con grande zelo
che con innegabile passione.

Ciò nonostante, io non mi arrendo
e, ignorando tutto il bene
che in continuazione tu mi mostri,
futili motivi spesso accampo,
ciascuno palese frutto
del mio me molto geloso;
impassibile passo allora
ad angosciarti quell'esistenza,
che il mio amore poco prima
già ti aveva fatto andare
in dolce visibilio.

Occorre quindi che da entrambi
si compia un grande sforzo,
capace di porre fine
a tutte le nostre liti
e di alimentare il nostro rapporto
di fiducia cieca e incrollabile;
solo così la viva fiamma,
che prende vita dal nostro amore,
non correrà più alcun rischio
di tremolare o di smorzarsi,
siccome fra noi due
verranno meno finalmente
i soliti screzi ingiustificati!



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Ti chiedo più fiducia

Di me, amore mio,
non devi più diffidare,
specialmente quando
ti dico che ti amo;
anzi, mi chiedo stupefatto
come fai a non capirlo,
se il mio amore per te
è talmente grande
che riuscirebbe a riempire
l'intero universo.

Non traspare forse
dal mio volto allegro
che esso è sincero,
immenso e profondo?
Vorrei proprio che tu,
prezioso mio tesoro,
per intero ti mettessi
a misurarlo e a valutarlo;
così fin dall'inizio
ben ti accorgeresti
che, per portare avanti
una simile impresa,
avresti bisogno di sicuro
più del tempo di una vita.

Perciò presto finiresti
per rinunciare ad essa,
ma non senza esserti prima
pienamente convinta
di quanto è incommensurabile
quel mio amore per te
che, a mente serena
ma soprattutto lucida,
ti ho voluto consacrare
con tutto il cuore.

Ti esorto quindi
a prendere sul serio
questo mio amore
senza ombra e senza macchia,
che ha scelto te
come sua nuova compagna,
per dedicarle ogni attimo
della sua esistenza
e suscitare in lei
inesprimibili delizie.

Ma soprattutto voglio
vederti gioire in eterno,
farti smettere di correre
appresso alle speranze,
che finalmente saranno
costrette a dileguarsi,
dopo che il mio amore
le avrà fatte avverare!


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Come la provvidenza

Mi sei apparsa davanti
come la provvidenza,
proprio nel momento in cui
sperduto e disorientato
venivo costretto a vagare
per un deserto che davanti
mi si estendeva infinito,
oltre che arido ed accidioso.

In quella circostanza
la mia grama esistenza
era dominata totalmente
da uno squallido grigiore,
che molto dispoticamente
la stava trasformando
in un penoso ghetto
di delusioni e di umiliazioni.

Conducevo una vita
solitaria e frastornata,
il buio più pesto
tappezzava le spesse pareti
che circondavano lugubri
la mia anima derelitta;
il niente soggiogava
il mio spirito avvilito
e nel mio animo sordo
rintronava il silenzio
delle mie paure ossessive
e delle mie incertezze,
quando tu, gioia mia,
sei venuta a salvarmi
dai miei tanti incubi
macabri e crudeli,
che mai smettevano
di torturarmi senza pietà.

C'è stata in me allora
una schiarita sfolgorante,
quando tu sei entrata
a far parte della mia vita:
l'ho sentita all'istante
rinascere e gioire,
mentre si liberava
dal suo cupo pessimismo
e serena si tuffava
nel mare dell'ottimismo.

Ogni parte di me
si è messa a pullulare
di certe sensazioni
fino allora sconosciute,
che in tutto il corpo
mi andavano suscitando
una felicità immensa
ed un godimento beato.

Intanto i miei pensieri,
risorti come funghi,
iniziavano ad amalgamarsi
con la mia fantasia,
che in quella circostanza
molto provvidenziale
aveva ripreso a guizzare
vivida ed alacre!


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Partenza improvvisa

Sei partita, amore mio,
senza che fra noi due ci siano stati
né abbracci né baci,
senza che ci siamo espressa con gli occhi
l'amarezza e lo sconforto del cuore,
senza che ci siamo letta sul volto
l'angoscia e la sofferenza dell'anima,
senza che abbiamo avuto modo di avvertire
l'avvilimento profondo che permeava
i nostri due spiriti sbigottiti.
Sei dovuta partire all'improvviso,
lasciandomi tutto solo a piangere
la tua crudele lontananza,
che ora mi turba e mi fa impazzire,
mi dà in pasto all'ossessione
più assillante e più atroce;
anzi, sconcerta la mia esistenza,
che non ritrova più la sua pace
e si va tuffando senza sosta
in una folle disperazione.
Ma anche per te non sarà stato facile
intraprendere il lungo viaggio,
senza avermi prima salutato,
per cui ora stai soffrendo
come nessuno può immaginare;
sono convinto che ti avrà sorpresa
un invincibile scoramento,
che si è dato a trasformare la tua vita
in un calvario a cui solo puoi attingere
le terribili pene dell'inferno!

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Per te, mio fiorellino!

Oggi, mio dolce fiorellino,
a te desidero ispirarmi,
a te intendo largire
con la massima passione
i miei versi amorosi.

Voglio sperare che da te
non vengano accolti con animo
sprezzante e risentito
(peggio ancora sarebbe
se con beffardo riso!),
bensì con gratitudine
e la dovuta comprensione.

Se agirai in questo modo,
ti dimostrerai cosciente
che essi ti provengono
da un vate gentile,
la cui sola colpa è quella
di ubbidire ciecamente
all'afflato poetico
e all'impulso dell'amore.

L'uno e l'altro tu devi
ritenere i veri responsabili,
se per te m'infiammo,
se per te mi esalto,
se per te a volte sragiono
e commetto ogni tipo di follia,
se con te oso fare
anche sogni proibiti.

Solo così riesco a placare
l'indomito mio spirito passionale,
assuefatto com'è da sempre
a condurre la sua esistenza
sull'onda delle emozioni
intense e travolgenti.

T'immagino e ti sento
tutta sensi frementi,
libertatari e insofferenti
di ogni realtà circoscritta,
che da parte loro vorrebbero
per niente sottoposta
sia a rigide restrizioni
che ad assurdi divieti.

Vorrebbero essi infatti avere
un universo tutto loro,
dove poter scorrazzare
felici e spensierati;
ma principalmente per riuscire
a dare libero sfogo
sia al loro prolifico estro
che al loro impeto animoso.

Perciò con i miei versi
vengo a darti una mano,
voglio con essi caldeggiare
ogni tua nobile aspirazione,
oltre che conferire
alle tue forti emozioni
il crisma prodigioso
dell'ineffabile percezione.

Vorrei poter sfiorare
quel tuo bel visino,
che lascia trasparire
tanta dolcezza e grazia;
vorrei in verità riempirlo
di baci e di carezze
e trasformare in gioia
la sua erubescenza.

Ti invito a sognare,
angelo mio benedetto,
all'ombra dei miei versi
ardenti e meravigliosi:
sono sicuro che essi
sapranno ben farti vivere
l'incanto della poesia
e le gioie dell'amore!

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Pensami!

Pensami, dolcezza del mio cuore,
ora che qualsiasi contatto
si è fra noi bruscamente interrotto,
ora che avverto insostenibile
il peso della tua mancanza,
ora che la tua suadente voce
è impedita a deliziarmi,
ora che le tue parole di sollievo
trovano ostacolo nel raggiungermi!
Pensami con tutto quell'amore
di cui ti vanti di provare per me,
con quella stessa calda passione
che è solita infiammare il mio spirito,
eccitare appieno i miei sensi,
rasserenare la mia anima abbattuta,
colmare magicamente il mio corpo
di mille estasianti sensazioni!
Pensami, come se fossi parte di te,
facendo fondere intimamente
i tuoi e i miei sospiri,
i tuoi e i miei desideri,
le tue e le mie ansie,
le tue e le mie emozioni,
il mio e il tuo corpo,
vivendo l'uno e l'altro
in un loro dolce amplesso.
Da parte mia, amore mio,
non posso che far lo stesso,
perciò dedicherò i miei pensieri
a te che mi ami con fervore;
rivivrò tutti quei bei momenti
che ci hanno visti gioire insieme
e scambiarci con grande tenerezza
tutto l'intenso nostro amore,
intanto che folle e incontinente
divampava in noi il delirio!

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Voglia di amarti

Assolutamente non accetta
questo mio cuore morente
di sentirti lontana,
trasfigurata versa la mia anima
in un'ambascia delirante,
mentre freme il mio spirito
e si agita senza trovar riposo.
Ma, al calare della notte,
ritornano dentro di me a regnare
la serenità e la rassegnazione,
poiché all'atmosfera perturbata,
che solo può recarmi il giorno,
subentra il fantastico clima dei ricordi,
che all'istante si mette a trasformare
ogni parte del mio corpo
in un'oasi di felicità.
Rammento così i baci e gli abbracci,
che da te erano soliti provenirmi
copiosi, ardenti ed eccitanti
e che finivano sempre per procurarmi
un intenso godimento,
il quale mirabilmente elettrizzava
i miei sensi già incantati.
E intanto che nella mia mente
vivi si susseguono i ricordi,
per la maggior parte soffusi
d'inebriante sensualità,
dentro di me vado avvertendo
irresistibile e capricciosa
una gran voglia di amarti!

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Inno alla donna

A te m'inchino,
dolce ed amabile creatura;
a te che del creato rappresenti
la forza prima,
il motore propulsore della vita!
Non fosti tu,
agli albori dell'umanità,
ad avere origine dall'uomo,
ma fu lui a provenire da te,
per cui nei millenni
ha sempre egli avvertito l'esigenza
di ritornare da dove era venuto,
per compenetrarsi e deliziarsi con te,
per dar vita gioiosa
nel tuo grembo fecondo
a nuovi umani germogli.
Da te, quindi, originò e prolificò
l'antropica specie;
da te derivarono i principi
che l'attivarono e l'avviarono
verso i suoi ignoti destini,
i quali mai hanno smesso di stupirci
e si sono sempre mostrati
tanto inimmaginabili
quanto affascinanti ed arcani.
A te, enigmatico essere,
i sovrani affidarono le sorti
dei loro prosperi regni;
ma parimenti essi fecero,
quando l'avverso destino
traballanti li rese.

Alla stessa stregua, fosti trattata
pure da eroi e condottieri,
che a te consacrarono orgogliosi
i primi le loro gesta
e le loro vittorie i secondi,
dopo che nel tuo nome
con temerità le ebbero compiute gli uni
e le ebbero gli altri conseguite
tra grandi ovazioni.
Ma le indubbie tue doti,
che ti fecero davvero onore,
o donna mirabile e seducente,
furono la grazia e la leggiadria;
una volta che furono ad esse paragonate,
si videro sminuire il loro prestigio
perfino le bellezze più rinomate
del grandioso universo.
Anzi, fin dal loro primo esistere,
tali tue doti fascinose
ispirarono cantori e poeti,
i quali giustamente vollero decantarle
con inni e carmi di pregio,
che sarebbero dovuti restare
gloriosi e imperituri nel tempo!


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