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L'ALBERO

Appoggiarsi a te e non sei tu.
E' questo albero che mi sorregge
è la sua linfa che mi scorre nelle vene
non più il tuo sangue
non più solida carne
ma robusta corteccia
avvinghia questo corpo sfinito
e se lo porta via
nel suo bosco fatto di aria e di niente
(VERDE RESPIRO)
spiro l'ultimo sorso di musica
La tua. La tua.



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LA SALAMANDRA


Nascosto e mutevole
vestito di pelle nuova
abiti  nuovi corpi ogni giorno,
le persone ti si aprono come scatole di sardine
le possibilità si moltiplicano in canestri di pesci senza fine
i bicchieri si riempiono di astemi consigli che non ti tolgono l'arsura
sai: è bevendo ciò che matura al sole che si scongelano le passioni

vedo il colore che scegli per ricoprirti
vedo il suono che ti esce dalla mente, le mani che porgi e stringi,
vedo le bocche mentre ancora le stai staccando,
vedo i soli che ti scaldano e le notti che ti ubriacano,
vedo l'aria  che mastichi e vedo i cuori che tu non vedi
rettile, lascia andare il mio cuore
rettile, smettila di sibilare nel vento.

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MARMELLATE



Rovi colmi di succo, polpe spugnose,
stucchevoli gusti d'estate che si raccolgono in grandi ceste
fruttiferi pensieri, staccati a forza dalle loro teste
ammucchiati alla rinfusa,
verrano lavati, ripuliti, messi sul fuoco,uniti per sempre
da zuccheri complessi
a comporre un unico sistema
elementi combinati superbamente
per deliziare palati

Addolciranno ricordi infantili le soffici marmellate
rimembranze di un'età vissuta su fili zuccherati

le teste appoggiate su grembiuli freschi,
profumati di latte materno
avvolgenti pezzi di serenità che struggono il cuore
sepolto da matura coscienza

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