Trasfigurazione
di ceo1

Dei muschiosi verdi crinali
del monte della venere ericina
quando dalla vetta riflettono
nel ceruleo mare
che fu di Anchise e della sua genia
approdo e rifugio sicuro
risplende il colore dei tuoi occhi
il turbamento riscopre l'inganno del tempo
falso, meschino tirano.
Sfibrato visionario rincorri l'abbandono
in sfuggenti dolcissimi sogni
mentre echeggia melodioso il suono caldo e profondo della voce
figlio della tumultuosa terra delle solfatare.
Solo allora ti appartengono
il colore della pelle
le generose rosate labbra
e le forme dolcemente selvagge del viso.
Invidia degli uomini
sei la mia sibilla
la mia Trinacria
la mia terra.

Vendicherai l'offesa del tempo
un giorno
vicino o lontano,
lungamente
accoglierai nel tuo grembo
le mie membra.