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A mio fratello....
Capelli bagnati dal vento
Dolore vissuto con arte
Un crudo destino accettato
Eri tu
Figura sottile elegante
La testa ricolma di sogni
Talento profuso nel mondo
Eri tu
Talvolta un sussurro sommesso
Talora un ricordo ammaliante
Oppure un' immagine bella
Sei tu......
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Pensieri
Troppi pensieri,
troppi sentimenti
ho chiusi in cuore
senza voce per te, fratello mio.
La mano, dapprima incerta,
si muove e nascono parole:
è un'anima che parla
per condividere il dolore,
per riconoscere la gioia.
Vorrei cantare
attimi d'infinito
e fermarli su di un foglio bianco
per far nascere una lacrima
e ritrovare un cuore.
Vorrei cantare
i fiori di pesco della mia infanzia
per regalare un mondo da sognare
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Eccomi
Accoglimi nei tuoi grandi cristalli luminosi
dove goccia la fresca rugiada del mattino
e dove s' infrange dolcemente l'onda.
Passa il vento e sorvola leggero
questo dolente richiamo
Tu non mi rispondi
e forse non mi comprendi......
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Poeta
Io ti farò posare sul mio fiore
la pura fronte, stanca di ricordi;
quando verrà l'estate, con furore,
io ti darò la mela rossa: << Mordi! >>
Io ti farò posare sul mio petto
la stanca fronte, fra le cosa pura;
il seno, a te deluso, con diletto
io poi darò, la gioia più matura.
Poeta, aspetta; già muore l'inverno.
Dalla città nella spiaggia d'amore
noi voleremo al sole, come un giorno.
Suona il tuo flauto, fra il Sogno e lo scherno!
Ah, il prato con le rose e odore
di mare, baci tu avrai al mio ritorno
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Il poeta cantava
Il poeta cantava il suo amore
e la morte ascoltava alle spalle
pensava dovesse fermarsi a riposare
ed attendeva il momento propizio.
Ma il poeta cantava senza fermarsi,
cantava il suo amore grande, infinito,
lo cantava e rideva e piangeva
poichè lo cantava in ogni suo aspetto.
E la morte aspettava e pensava:
<< forse col vento smetterà di cantare >>
e chiamò il vento che soffiò sul poeta
ma il poeta cantava ancora
gridando forte, più forte del vento.
E la morte aspettava e pensava:
<< certo col tempo smetterà di cantare,
in fondo è un uomo e si stancherà
ed allora io regnerò su di lui
e vincerò l'rragionevole forza del suo amore>>.
Ed il tempo giunse e passò silenzioso
ma il poeta continuava a cantare
e il suo amore era sempre più grande
e il suo canto sempre più dolce.
E la morte aspettava e pensava:
<< questo amore è più forte di me,
che da sempre governo su tutti i potenti,
e il poeta è forte, eterno quanto il suo amore>>.
Così la morte capì e se ne andò
piangendo a lungo sulla sua unica impotenza
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Dolce ragazzo
Tu, dolce ragazzo
di città di mare
turbinosa voragine di ritmi,
calmo oceano del pensiero,
sobbalzi del verde torrente,
rileva, nella notte
che mai si spegne
nella città risorta
l'incredibile ordito
che ci unisce.
Ti penso sempre, da allora
rivelazione e mistero


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